Sentirsi vuoti: Come Rinascere

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Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso”

Uno, Nessuno e Centomila – Luigi Pirandello

Quante volte abbiamo sentito dentro un grande vuoto?

Magari abbiamo anche pronunciato frasi del tipo “non sono felice,  niente mi rende felice”.

Non provo più emozioni. 

Queste sono proprio le frasi tipiche di chi si sente vuoto e infelice, di chi appunto sperimenta sentimenti  negativi, di cui ci si vorrebbe solo  liberare.

Ma perché arriviamo a sentire questo vuoto dentro e cosa possiamo fare per rinascere ?

Continuiamo a leggere qui di seguito per capire di cosa stiamo parlando e cosa potremmo fare per stare meglio.


Il senso di vuoto: ma che cos’è?

Poc’anzi  abbiamo parlato, o meglio, abbiamo fatto cenno al senso di vuoto, a quella sensazione che spesso ci attanaglia e ci fa sentire, appunto, vuoti.

 Ma se volessimo definirlo, concretamente, cosa potremmo dire?

Iniziamo con il dire che sentirsi vuoti non significa  avere delle mancanze.

Il termine vuoto non è sinonimo di mancanza e per rendersene conto basta fare riferimento all’etimologia del termine: la parola “vuoto” deriva da vacuo che significa “ occupato da alcuna materia”.

Il termine mancanza invece rimanda all’idea del “non avere a sufficienza”.

Quando parliamo di vuoto parliamo, insomma, di uno stato cognitivo ed emotivo che sembra quasi annullare l’esistenza del soggetto  che è priva di materia, ovvero di emozioni.

Se ci  riflettiamo su, la parola emozione deriva dal latino “emovere” e significa proprio tirar fuori.

Chi prova questo senso di vuoto non riesce a tirar fuori le proprie emozioni, per questo sente di esserne privo: in realtà il problema sta nel “ riuscire ad esprimerle”,  e come ben sappiamo, dove c’è il problema, c’è anche la soluzione, ma di questo ne parleremo a breve.

Cosa significa sentirsi vuoti?

Ora concentriamoci su un altro aspetto: chi avverte questo senso di vuoto  cosa sente? 

Paradossalmente può arrivare a lamentarsi proprio perché non riesce a sentire nulla e questo può portare ad una grande insoddisfazione, in diverse aree della propria vita.

A questo si aggiunge un senso di inquietudine, una grande tristezza mista ad un senso di noia.

Chi sente un vuoto dentro, inoltre, non riesce a trovare una motivazione per andare avanti  anche se si è consapevoli del fatto che bisogna pur partire da qualche parte, ma nella realtà dei fatti non si sa da dove partire e proprio per questo a volte ci si sente soli e confusi, fino ad arrivare a chiedersi “ ma cosa  voglio davvero?  Chi sono?”

Tutte domande queste a cui non si riesce a trovare una risposta e questo a lungo andare non può far altro che incrementare questa sensazione di vuoto.

Il senso di vuoto e quello che nasconde

Sicuramente vi starete chiedendo come mai alcune persone arrivano a sentirsi così.

Alcuni di noi pensano che questo vuoto sia da associare al proprio compagno che non dà abbastanza amore o all’assenza di un partner.

Alla frustrazione del proprio lavoro che non soddisfa o alla mancanza di soldi o  di veri amici.

Eppure  il vuoto interiore non ha nulla a che vedere con queste cose sapete?

Il vuoto interiore riguarda noi e il nostro senso di solitudine che viene vissuto con tristezza e malessere.

In un certo senso chi sente questo vuoto dentro, percepisce di non essere abbastanza e di non poter contare sulle proprie forze e questo a sua volta può dipendere da  ciò che è stato vissuto nella propria infanzia con le proprie figura di accadimento.

Se si è sperimentato un vuoto emotivo in questa fase, che non è stato affrontato e riparato, da adulti questo vuoto non sparisce mica per magia.

Questo vuoto emotivo, insomma, ha a che fare con l’amore che non abbiamo ricevuto dai nostri genitori e con le cure che ogni bambino merita di ricevere.

 E se questo non avviene?  

Non si possono che sperimentare delle ferite emotive.

Chi non supera certe ferite può arrivare ad essere bloccato da un punto di vista emotivo:  ecco perché si parla di incapacità di esprimere le proprie emozioni, poiché si diventa incapaci anche di riconoscerle.

Quanto detto ci fa dunque capire che il vuoto che sentiamo oggi ci parla molto di ciò che è stato ieri, dei traumi vissuti nell’infanzia e  ci spiega perché da adulti andiamo alla ricerca di rapporti impossibili, irraggiungibili e che ci portano ad attivarci e soprattutto a non sperimentare una sensazione di vuoto interiore che in realtà sperimentiamo già.

E’ come se in un certo senso ci illudessimo di poter riempire questo vuoto emotivo con le relazioni, ma alla fine ci circondiamo di relazioni non sane che  ci fanno sperimentare ulteriori sentimenti di vuoto.

Se tutto ciò viene vissuto più e più volte, come possiamo pretendere di non sentirci inadeguati e vuoti?

Alla fine ci si convince davvero di essere vuoti  e inutili, ma soprattutto non degni d’amore, proprio come quando eravamo piccoli e mamma non ci dava una carezza.

ll senso di vuoto in psicopatologia

Come abbiamo visto, spesso, proprio a causa di una carenza affettiva  sperimentata nel periodo infantile. arriviamo a sentirci vuoti dentro ed è proprio per questo che cerchiamo di colmare questo vuoto con chiunque, proprio per sentire o meglio, per non sentire, la nostra sofferenza o semplicemente per non sentirci soli.

Il termine vuoto però oltre che ad essere associato a questi vissuti, può essere associato anche a diversi quadri psicopatologici:  parliamo per esempio di fobie, borderline, disturbo narcisistico, depressione.

Insomma un soggetto può arrivare a sperimentare un senso di vuoto per  varie situazioni sperimentate nella propria vita, ma anche per ragioni riconducibili alla psicopatologia.

Prima per esempio abbiamo citato il narcisismo: in questo caso il soggetto sperimenta un senso di vuoto  ed è in nome di questo sentimento che cerca relazioni che possano regalargli emozioni forti, proprio per riempire il rumore di questo vuoto.

Anche la persona depressa arriva a sperimentare questo senso di vuoto: basti pensare che la depressione è caratterizzata da un’esistenza insoddisfacente e vuota .

Allo stesso modo chi soffre di Disturbi Alimentari porta dentro sè un vuoto affettivo interno che spesso si cerca di riempire. in modo compulsivo con il cibo.

Come rinascere ?

In questo articolo abbiamo  cercato di mettere in evidenza cosa nasconde davvero il proprio senso di vuoto, da dove deriva e chi può sperimentarlo.

Chi prova questi sentimenti di vuoto cerca di colmarli e non solo attraverso le relazioni con gli altri, ma anche attraverso delle vere e proprie dipendenze: pensiamo per esempio all’alcool, allo shopping compulsivo, alle varie droghe.

Chi fa riferimento a queste “soluzioni” crede davvero di poter  star meglio, e invece non fa altro che alimentare un circolo vizioso di cui si diventa vittime.

Cosa bisogna fare, quindi? Come rinascere ? Vediamo qualche consiglio utile qui di seguito.

Utile a chi ha voglia di trasformare questo vuoto in altro.

Guardiamoci dentro: primo consiglio

La prima cosa che dovremmo fare? Guardarci dentro.  Possiamo infatti riempire questo vuoto, partendo da noi e dall’amore che proviamo per noi stessi.

Vi amate poco? Perché non coltivare allora quest’amore?

Chiedetevi innanzitutto cosa esattamente non amate del vostro essere e ciò che invece amate.

E partite proprio da qui: da ciò che amate. Coltivate i vostri interessi, prendetevi del tempo per voi e per quello che davvero vi fa stare bene.

Trascorrete più tempo in compagnia di voi stessi: evitate di guardarvi  sempre  intorno e ponete la vostra attenzione al vostro mondo interno, a quello che vi dice.

Forse all’inizio non sarà facile riuscire a fare questo, ma nel tempo potrà darvi grandi soddisfazioni

Facciamoci delle domande: ulteriore strategia utile

Esploratevi davvero:  cosa volete? Cosa desiderate? Quanto vi giudicate?

Vi dite delle cose positive o tendete a mettere in rilievo solo le cose negative? 

Siete attenti alle vostre esigenze o minimizzate quello che provate?

State rispettando le vostre opinioni  o state solo “comodi”?

Provare a farsi queste domande può essere un esercizio utile  per coltivare la propria auto-consapevolezza e soprattutto la propria autostima.

Cerchiamo  la nostra  autorealizzazione: altro passo importante verso noi

Tutto questo può essere utile anche per cercare e trovare finalmente la nostra strada e ciò che davvero ci può soddisfare soprattutto a livello emotivo. Questo significa infatti smettere di dare conto a quello che dicono gli altri e a quello che dovremmo essere, per inseguire chi vogliamo essere.

Ma per poter fare questo  dobbiamo riscoprirci e fare dei piccoli passi:  perché non darci questa  possibilità?

L’importanza della meditazione: ulteriore consiglio da seguire

Anche la meditazione può essere utile se si tratti di esaminare il proprio vuoto interiore.

In questo modo vi darete la possibilità di focalizzarvi più sulle vostre sensazioni che sui vostri pensieri.

Diario personale: l’importanza dello scrivere

Per quanto riguarda questi ultimi invece, provate a metterli nero su bianco: provate insomma a tenere un diario in cui  immortalare ciò che vi sta stretto dentro, in termini di pensieri e anche emozioni.

Studi scientifici confermano che la scrittura è davvero terapeutica e ci consente di sentirci più liberi e leggeri.

E voi avete bisogno anche di questo: di leggerezza e libertà.

Circondiamoci di persone positive

In tutto questo non dobbiamo sottovalutare l’importanza delle relazioni.

Insomma noi siamo degli esseri sociali e siamo collegati agli altri per natura.

Ritrovare se stessi è la prima cosa, ma questo non  significa che dobbiamo mettere in secondo piano le nostre relazioni.

Circondiamoci delle persone che ci amano e che tengono alla nostra serenità.

Questo fa bene alla nostra salute psicologica  e tutto ciò che fa bene va solo accolto e tenuto stretto.

Chiedere aiuto: altro consiglio 

Non riuscite a fare questo e continuate a sentirvi vuoti? Perché non intraprendere un percorso psicologico?

Grazie all’aiuto di un esperto potreste fare un viaggio alla scoperta di voi stessi e dei vostri punti di forza.

Gli stessi punti di forza che vi sfuggono ma che ci sono e aspettano solo di essere guardati e presi in considerazione.

Potrebbe essere una bella opportunità per trasformare questo vuoto in uno spazio in cui far entrare solo cose belle.

Riflessioni conclusive: cosa abbiamo detto sin’ora?

Come abbiamo visto sin’ora, il senso di vuoto può poter dire  davvero tanto di quello che abbiamo vissuto e di come ci siamo sentiti.

Spesso, quando ci sentiamo vuoti, pensiamo che il tutto sia dovuto a delle situazioni che si verificano nel nostro presente, nel nostro  qui e ora, ignorando il fatto che alla base a volte ci siamo noi e le nostre ferite.

E chi meglio di noi può curare queste ferite?

Come detto poco fa abbiamo il dovere e il diritto di prenderci cura di noi e del nostro mondo interno.

Forse all’inizio vi costerà farlo, ma ne varrà davvero la pena.

I nostri malesseri interiori non sempre derivano da cause esterne, ma dal modo in cui viviamo determinate cose: prepariamoci dunque ad incontrare e prendere confidenza con le nostre fragilità  e con le nostre emozioni.

Spesso pensiamo che quest’ultime siano da evitare e invece no, chiedono solo di essere vissute, poiché fanno parte della vita di tutti noi e se esistono ci sarà un motivo no? 

Solo quando permetteremo alle nostre emozioni di fluire, potremo riuscire a sentirci vivi e pieni.

Pieni di vita!

In questo modo potremo anche liberarci di tutto quello che ci spinge giù e finalmente iniziare a volare e rinascere.

E voi avete voglia di rinascere? 

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