L’importanza del Gioco per i Bambini

Indice dei Contenuti

Il gioco è talmente importante per lo sviluppo del bambino che è stato riconosciuto dall’Alto
Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani come un diritto di ogni bambino.


Questo diritto di nascita è però messo in forse da molti aspetti che vanno dallo
sfruttamento del lavoro minorile alle guerre alla violenza di quartiere, senza contare le
poche risorse che sono spesso a disposizione dei bambini che vivono in condizioni di
povertà.


Tuttavia, anche i bambini che vivono in Paesi benestanti e che appartengono a famiglie
che potremmo considerare “normali”, non sempre possono spendere del tempo di qualità
con il gioco. Le motivazioni vanno ricercate nella sempre maggiore fretta che caratterizza
la nostra società e nelle pressioni cui sono sottoposti già da piccoli.

Il Gioco fa bene


Il gioco è fondamentale per un sano sviluppo del cervello: permette ai bambini di essere
creativi facendo sviluppare immaginazione, forza e abilità sia emotive che cognitive.


È attraverso il gioco che i bambini, già in tenera età, interagiscono con il mondo che li
circonda.

Il gioco infatti consente ai bambini di creare ed esplorare un mondo che possono
padroneggiare sconfiggendo le paure, mentre mettono in pratica dei ruoli da adulti, sia
insieme ad altri bambini che con degli adulti di riferimento.


Mentre imparano a conoscere il mondo, i piccoli grazie al gioco sviluppano nuove
competenze che li portano ad avere una maggiore fiducia e la resilienza di cui avranno
bisogno per le sfide che incontreranno.


Se giocano liberamente, i bimbi imparano a lavorare in gruppo e, quindi, a rapportarsi con
gli altri: dovendo condividere, negoziare, risolvere i conflitti ed apprendere abilità di
autodifesa, crescono armoniosamente rispettando gli altri. Inoltre esercitano capacità
decisionali, si muovono al proprio ritmo, scoprono le proprie aree di interesse e si
impegnano nelle passioni che desiderano perseguire.

Anche se gran parte del gioco coinvolge gli adulti, che al tempo stesso lo guidano, i bambini accettano sia le regole che ciò che preoccupa i più grandi ma se non sono liberi di condurre la loro attività devono
anche fare a meno di alcuni dei vantaggi che essaa offre loro, soprattutto nello sviluppo
della creatività, della leadership e delle abilità di gruppo.

Al contrario dell’intrattenimento passivo, giocare aiuta anche il corpo ad essere sano ed in forma ed anche per questo viene raccomandato di incoraggiarlo per fare praticare attività fisica a bambini e ragazzi.


Ma abbiamo dimenticato ciò che il gioco rappresenta più di ogni altra cosa: la gioia
dell’infanzia.

I genitori ed il gioco dei figli


Il percorso di sviluppo dei bambini è mediato da relazioni affettive con chi si prende cura di
loro in modo coerente e amorevole attraverso il gioco.


Quando i genitori osservano i loro figli mentre giocano o si uniscono a loro, viene loro data
una opportunità unica: quella di vedere il mondo dal punto di vista del loro bambino,
mentre il bambino viaggia in un mondo che è creato solo per soddisfare i suoi bisogni.

Le interazioni che avvengono con il gioco rivelano ai bambini che i genitori stanno dedicando
loro piena attenzione e li aiutano a costruire relazioni durature.

Ecco, quindi, che quei genitori che hanno modo di entrare nel mondo dei loro figli attraverso attività di svago imparano a comunicare con loro in modo più efficace e possono offrire una guida sicura.


Anche i bambini che usano meno il canale verbale, attraverso il gioco possono riuscire ad
esprimere sia le loro opinioni che le frustrazioni, dando ai genitori l’opportunità di capire
meglio il loro mondo ed il loro modo di vedere ciò che li circonda.


Non possiamo dimenticare che il gioco è anche parte integrante dell’ambiente scolastico,
che si occupa dello sviluppo sociale ed emotivo dei bambini ma anche del loro sviluppo
cognitivo.

È stato dimostrato che la formazione scolastica aiuta, attraverso le attività
ludiche, ad adattarsi all’ambiente della scuola e persino a migliorare l’apprendimento, i
comportamenti di apprendimento e le capacità di risoluzione dei problemi.


L’apprendimento socio-emotivo si integra al meglio con quello accademico; il gioco ed il
tempo libero da attività didattiche stimola le interazioni tra pari e facilita la comprensione
delle emozioni.


Meno tempo per giocare e conseguenze negative


Anche se il gioco dona molti benefici sia ai piccoli che ai loro genitori, il tempo per lo svago
nel corso degli anni è stato molto ridotto. Questa tendenza ha purtroppo interessato anche
i piccoli che frequentano le scuole materne e dell’infanzia, che hanno tolto spazio al gioco
a favore di vari insegnamenti.


Anche all’estero a molti alunni della scuola dell’infanzia e della primaria viene concesso
meno tempo libero e meno possibilità di effettuare educazione psico motoria; è stato
ridotto, in alcuni istituti, il tempo dedicato alla ricreazione, alle attività creative e persino
all’educazione fisica per porre l’attenzione sulla lettura e sulla matematica.

Questo cambiamento può incidere sulla capacità dei bambini di memorizzare nuove informazioni,
senza contare che le scuole che promuovono stili di apprendimento sedentari
decrementano le possibilità di apprendimento.


Ad alcuni bambini viene concesso meno tempo per il gioco esplorativo perché si pensa
che si debbano preparare al meglio per il futuro già in tenera età: i genitori infatti sono
subissati da messaggi che li fanno sentire in colpa se non predispongono almeno due
attività dopo scuola per i loro figli.

I bambini sono esposti alla visione di video didattici ed a giochi per computer – per non parlare dello smartphone – fin dalla prima infanzia, da libri e giocattoli progettati per uno sviluppo eccellente. Di conseguenza, gran parte del tempo viene dedicato all’organizzazione di attività extra scolastiche speciali o al trasporto dei bambini nelle sedi dove frequentano queste attività. Oltre al tempo, vengono investite considerevoli risorse finanziarie familiari per garantire ai bambini quelle che vengono
decantate come “le migliori opportunità”.


Ecco quindi che molti genitori si sentono sempre costretti a correre contro il tempo per
tenere il passo, e non rallentano perché temono che i loro figli rimangano indietro.


Il risultato è che sia genitori che figli mostrano sempre più di frequente ansia e aumento
dello stress: a questo proposito, i bambini che sono impegnati in molte, troppe attività,
hanno meno tempo per giocare liberamente, e sono quindi più sottoposti all’affaticamento.


Alcuni studi dimostrano che la depressione infantile e adolescenziale sta aumentando
anche a causa di questi stimoli eccessivi e, anche se sono molti i fattori coinvolti, è
importante considerare la possibilità che questi elementi siano collegati tra loro.


Sicuramente i professionisti della salute dei bambini e degli adulti come gli Psicologi
possono aiutare i genitori a creare un equilibrio sano tra la preparazione per il futuro ed il
vivere pienamente il presente attraverso il gioco, attività organizzate incentrate sul
bambino ed una ricca interazione con il figlio.

Ogni intervento va personalizzato, quindi l’equilibrio che deve essere raggiunto è diverso per ogni bambino sulla base delle sue esigenze scolastiche, del suo carattere, dell’ambiente in cui vive e delle esigenze della sua famiglia.


Che cosa ha cambiato l’ educazione dei bambini?

Ci possono essere tante spiegazioni per definire le tendenze attuali, ma sono diversi i
fattori che hanno portato ad una diminuzione del tempo dedicato al gioco fra i più piccoli.


Sicuramente, sempre meno famiglie hanno la possibilità di avere un adulto che si può
dedicare alla cura dei bambini che vivono al loro interno: spesso entrambi i genitori
lavorano, e non tutte le famiglie hanno due capofamiglia poiché sempre di più assistiamo
alla presenza di famiglie mono genitore.

Se aggiungiamo che i nonni non sempre si possono prendere in carico i più piccoli, ecco che possiamo capire perché i bambini devono essere seguiti da altre strutture in cui possono essere monitorati dagli adulti.


Molti genitori hanno imparato a districarsi tra il lavoro e i figli, la casa e il tempo libero e
proprio per questo desiderano fare un uso più efficace del poco tempo che possono
passare coi figli.

Credono che dare loro molte opportunità sia cosa giusta e di conseguenza tendono, sbagliando, ad applicare gli standard di efficienza che hanno imparato sul lavoro per giudicare la propria efficacia come genitori; questo è un fenomeno tipicamente denominato “professionalizzazione della genitorialità”.

Questo stato di cose può creare forti sensi di colpa ai genitori che, dopo una giornata lavorativa faticosa, hanno difficoltà a bilanciare varie richieste che sono in conflitto tra loro.

I genitori che sanno quanto siano importanti le attività ad alta interazione da svolgere a casa (come leggere o giocare con i bambini) oltre ad offrire ai figli le giuste risorse, possono provare meno stress
di coloro che si sentono obbligati ad organizzare attività fuori casa, e che senza saperlo
magari sbagliano.


La coppia genitoriale riceve messaggi fuorvianti dalle più svariate fonti che affermano
quanto i bravi genitori sviluppino le abilità e le attitudini dei loro figli sin dalla più tenera età.

Sono sommersi da letture e programmi televisivi in cui vengono decantate le virtù di vari
strumenti che, a loro dire, promuovono la capacità di formare dei “bambini di successo”.

Leggono storie di genitori che fanno molti sforzi e grandi sacrifici per assicurarsi che i loro
figli partecipino a molte competizioni atletiche e artistiche, sentono gli altri genitori del
quartiere parlare dei loro impegni variegati e spesso non riescono a riconoscere che la
loro insicurezza è semplicemente causata da aspettative troppo alte.

La diminuzione del gioco libero può anche essere spiegata dal fatto che i bambini vengono
intrattenuti passivamente attraverso la televisione o i giochi per computer ed i video: ci
sono molte prove a dimostrazione del fatto che questo tipo di intrattenimento passivo non
sia protettivo ma che abbia al contrario degli effetti dannosi.

Inoltre in molte comunità, i bambini non possono giocare in sicurezza fuori di casa a meno
che non siano sotto la stretta supervisione e protezione di un adulto, soprattutto nelle zone
più degradate perché più soggette a povertà e a causa della maggiore violenza o di altri
pericoli ambientali.

Una sfida attuale

Anche i bambini che stanno beneficiando dell’arricchimento del gioco hanno bisogno di
altro tempo ancora da dedicare ad una crescita creativa, all’auto riflessione ed alla decompressione: trarrebbero vantaggio dai benefici forniti al loro sviluppo dal gioco da loro ideato e guidato.


Tuttavia, per alcuni bambini, questo stile di vita frettoloso è fonte di ansia e stress e può
persino causare degli stati di depressione infantile.

Probabilmente, le maggiori pressioni cui sono sottoposti causano l’evitamento scolastico e dei sintomi fisici di malessere e stanchezza.

La sfida per la società, le scuola ed i genitori è quella di trovare un giusto
equilibrio che permetta a tutti i bambini di raggiungere il loro potenziale senza spingerli
oltre i loro limiti personali, consentendo loro di giocare in modo personale e per un tempo
adeguato.

I genitori hanno bisogno di sentirsi supportati per non cadere nella rete dei mass media e
di quei messaggi pubblicitari che affermano quanto siano necessari delle pratiche nuove
ed efficaci che promuovono il successo e la felicità nei bambini rispetto ai metodi
tradizionali del gioco e della solidarietà familiare.


I fornitori di questi “programmi speciali” dovrebbero essere incoraggiati a produrre delle
prove a lungo termine che chiariscano meglio come le loro strategie favoriscano lo
sviluppo di “bambini di successo”.

Nello stesso tempo, anche i ricercatori indipendenti dovrebbero valutare sia i vantaggi che i problemi derivanti da queste strategie di arricchimento e potrebbero continuare ad esplorare il tipo e la quantità di attività che potrebbero fornire benefici ai bambini con esigenze diverse.

Conclusioni


Il gioco è prezioso per fornire ai bambini importanti benefici per lo sviluppo e ai genitori
l’opportunità di impegnarsi appieno con i loro figli. Purtroppo, varie istanze interagiscono
per ridurre la capacità di molti bambini di raccogliere i benefici del gioco.

Mentre ci sforziamo di creare l’ambiente di sviluppo ottimale per i bambini, rimane imperativo che il
gioco sia incluso insieme a opportunità di studio e di natura sociale e che ambienti sicuri
siano messi a disposizione di tutti i più piccoli.


E’ necessario effettuare ulteriori ricerche per stabilire quale sia l’equilibrio ottimale da
raggiungere tra gioco, attività didattiche e attività specificamente ideate per bambini
portatori di temperamenti differenti e bisogni sociali, emotivi, intellettuali e ambientali
diversificati.

Dott.ssa Alessia Pullano
Psicologa

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