La Terapia psicologica Online è Efficace ?

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Oggi giorno tutto intorno a noi è diventato super-tecnologico, anche il nostro modo di rapportarci all’altro, il nostro modo di chiedere aiuto ad un professionista.

Sono tanti infatti i professionisti che lavorano con le terapie online, che, appunto, avvengono  attraverso internet e un computer .

Il fatto che lavorino così tanto ci dà sicuramente un’altra informazione importante:  c’è tanta richiesta alla base, tanta richiesta di aiuto da parte di persone che per ragioni varie scelgono la terapia online.

Cosa sappiamo della terapia online e della sua efficacia? Continuiamo a leggere per saperne d più.

L’importanza di un supporto psicologico

Il supporto psicologico è fondamentale, soprattutto in questo periodo di pandemia, in cui siamo sottoposti a tanto stress psicologico e siamo chiamati ad affrontare situazioni nuove, che fino a qualche anno fa non avremmo minimamente immaginato di affrontare.

Non stupiamoci dunque se la maggior parte di noi oggi si rivolge ad un professionista per riuscire a gestire tutto questo o anche solo per ritrovare una vicinanza, anche se virtuale, che oggi ci è negata.

In alcune zone che oggi sono definite rosse (ma non solo), recarsi in uno studio può essere recepito quasi come un rischio e  alcuni, spesso, evitano di intraprendere un percorso professionale proprio per questo.

Eppure, oggi il 30% delle terapie in Europa viene fatto a distanza, sapete?

Insomma nulla è perduto: possiamo ricevere il supporto di cui abbiamo tanto bisogno ricercando il nostro professionista online.

Possiamo intraprendere dunque una terapia online: ma come avviene questa? E’ davvero efficace come una terapia tradizionale che prevede un incontro offline e non solo virtuale?

Cerchiamo di rispondere qui di seguito alle nostre domande, mettendo in evidenza i vari dubbi che ruotano o possono ruotare intorno a questa questione.

Terapia online : come avviene?

Come accennato poco fa la terapia online è una forma di terapia che appunto avviene grazie al fatto che sono connessi ad internet due dispositivi: se da una parte abbiamo il paziente, dall’altro abbiamo il terapeuta.

La terapia online può sicuramente prevedere diverse forme: vediamole qui di seguito.

  • Video-therapy: questa forma prevede l’incontro del terapeuta  e del cliente attraverso una webcam, con l’ausilio di un microfono, degli altoparlanti o degli auricolari.

In un certo senso attraverso una videochiamata cliente e terapeuta possono incontrarsi, parlare e dare via al percorso professionale.

Spesso questa avviene su un programma apposito: il più utilizzato sembra essere Skype, ma possono essere usati anche altri programmi.

Qualcuno si starà chiedendo:  “ma concretamente come avviene una terapia su skype?”

In realtà il tutto prende vita attraverso dei semplici passi: si prende un appuntamento, ci si incontra su skype il giorno prestabilito e si inizia così la terapia.

Dunque è importante aver scaricato precedentemente il programma e comunicare il proprio contatto all’altro.

  • Chat-therapy: la terapia può avvenire anche attraverso questa forma, dove il paziente e il terapeuta comunicano via chat, scrivendosi. A tal proposito possono essere utilizzati Whatsapp o altri sistemi che assicurano la privacy, innanzitutto.

In questa forma di terapia è dunque utilizzato il testo: non si comunica con l’altro attraverso la voce o il video e il tutto avviene “in diretta”, quindi entrambi gli “attori dello scambio” sono nello stesso momento davanti allo schermo.

E’ importante sottolineare a tal proposito che questa forma di terapia prevede delle regole ben precise, dunque non si può improvvisare.

  • Email therapy: un’altra forma di terapia è sicuramente quella che prevede la comunicazione tramite e-mail. In questo specifico caso la comunicazione avviene a turni, dunque a differenza della precedente, non è in diretta e questo significa che tra una risposta e l’altra possono passare anche diversi minuti e addirittura giorni.

Su tutto questo ovviamente ci deve essere un accordo già stabilito in precedenza, inoltre sia paziente che terapeuta devono avere la propria casella di posta elettronica.

Alcuni di voi ora si staranno chiedendo: “ma la terapia online è davvero efficace?”

La sua efficacia può essere paragonata a quella che si ottiene grazie ad una terapia tradizionale, che come ben sappiamo , avviene vis-a- vis?

L’efficacia della terapia online: vari dubbi

Quelli individuati poc’anzi sono sicuramente alcuni dei dubbi che ora vi staranno rimbalzando in testa.

Dubbi questi sicuramente legittimi, a cui cercheremo di dare la giusta chiarezza, attraverso informazioni corrette e fedeli alla realtà.

Forse il dubbio più grande riguarda proprio il fatto che attraverso una terapia online ci possiamo perdere gran parte del linguaggio e del comportamento non verbale dell’altro.

Se pensiamo alla video-therapy questo non è propriamente esatto: attraverso una videochiamata infatti non ci perdiamo il volto dell’altro o la voce dell’altro  ancora  il tono della voce dell’altro.

Attraverso tutti questi aspetti possiamo recepire e percepire le emozioni che la persona dall’altra parte prova, veicolate anche dal modo in cui si relaziona a noi.

Dunque sotto questo punto di vista la terapia online è efficace tanto quanto quella tradizionale.

Qualcuno potrà pensare ancora: “ma tramite una videochiamata vedo solo la parte superiore del corpo di una persona e il resto?”

Se ci pensiamo però anche in studio avviene questo, dal momento che solitamente tra uno psicologo e il paziente c’è una scrivania.

Ora focalizziamoci su altri aspetti che invece potrebbero esser considerati come limitanti se si parla di terapia online: pensiamo alla luce che spesso non è proprio “ideale” o alla connessione che a volte va lenta e fa i capricci, rendendo anche l’immagine  non proprio nitida e ben visibile.

Tutti questi “imprevisti”, alcuni penseranno, possono ridurre l’efficacia di una terapia?

No:  sicuramente una buona connessione è un presupposto fondamentale per fare terapia, ma il fatto che a volte sia meno “forte” , non preclude il fatto che il percorso intrapreso possa comunque avere i suoi frutti.

Ovviamente questo discorso vale se succede raramente: se  la nostra connessione va proprio male, allora in quel caso è opportuno cercare di porre rimedio, perché in questo modo diverrebbe proprio difficile parlare e soprattutto ascoltare l’altro:  il fatto di avere un audio disturbato potrebbe insomma creare un certo fastidio.

Dunque non è tanto il fatto di non poter guardare l’altro il problema, ma proprio il fatto di non riuscire ad avere una comunicazione priva di “ rumori di sottofondo”.

Anche perché, riflettiamo insieme, se fosse necessario il comportamento non verbale, le altre forme di terapia online sopra considerate non dovrebbero proprio esistere.

Insomma sicuramente il comportamento non verbale è importante, ma non è essenziale per la buona riuscita di una terapia.

A questo punto dobbiamo fare i conti con un altro dubbio che potrebbe venirvi: “ma questa modalità di comunicazione non è distaccata?”

 L’altro non fa più fatica a sentirsi compreso?

Sicuramente la presenza fisica  fa il suo e ad alcuni può dare un “ calore diverso”: questo non significa però che parlare con un terapeuta online porti necessariamente  a provare freddezza o recepirla dall’altra parte.

Dall’altra parte c’è sempre un professionista attento e presente, anche se non fisicamente.

Insomma il fatto che in video non ci sia quel contatto fisico che ritroviamo dal vivo,  non rende la relazione che instauriamo con il nostro terapeuta necessariamente fredda.

Basti pensare a quando siete al telefono con un vostro amico: quante volte vi sarà capitato di avere delle conversazioni lunghe ma comunque piacevoli anche se lontani fisicamente.

E poi chi l’ha detto che tutti noi preferiamo il contatto fisico?

C’è chi per esempio avverte un certo imbarazzo e quindi vede nella terapia online la via più giusta per farsi aiutare, proprio perché manca la componente fisica che in alcune persone è fonte di ansia e disagio.

Facciamo parlare gli studi

Dunque sfatiamo questo mito: la terapia online è efficace tanto quanto quella tradizionale e a dirlo e confermarlo  vi sono anche vari studi.

Sicuramente può essere più o  meno efficace proprio come quella faccia a faccia, ma i motivi alla base non dipendono sicuramente dal mezzo, ma da altri fattori che sono specifici per ogni caso e soggetto.

Facciamo riferimento ad una ricerca del 2013:  i risultati di quest’ultima hanno messo in evidenza come alcune persone depresse che avevano seguito la terapia tradizionale avessero raggiunto un minor miglioramento rispetto a persone depresse che erano state seguite con una terapia online , le quali dopo la consulenza al computer ricevevano il riassunto della seduta che quindi andavano a  rileggere, aumentando così quella che è l’aderenza al trattamento.

Inoltre da altri studi è stato messo in evidenza il fatto che l’alleanza terapeutica  non è sicuramente lesa nel caso di una terapia online.

Per quanto riguarda il nostro Paese, è stato condotto nel 2020 da APC (Associazione di Scuole di Psicoterapia Cognitiva) uno studio tramite questionari  che aveva lo scopo di indagare  cosa ne pensassero i pazienti della terapia online.

Non a caso tra questi  pazienti vi era chi aveva iniziato la terapia online durante la pandemia e chi invece l’aveva iniziata già da prima.

Le risposte ai questionari, somministrati a ben 184 pazienti italiani, donne e uomini hanno messo in evidenza alcuni aspetti importanti: vediamoli.

  • circa  il 77 % per cento dei pazienti considerati nel nostro campione ha dichiarato di non avere pregiudizi verso la modalità  online e  non ha dunque posto fine al percorso
  • circa l’80 % ha riconosciuto la validità della terapia online,
  • precisamente il 71,9% ha ritenuto che il proprio disagio e il proprio malessere potesse essere trattato in modo altrettanto adeguato anche in una modalità di questo tipo, il restante 28% ha manifestato invece  dei dubbi a tal proposito.
  • l’82 %  ha riportato di essere a proprio agio in questa modalità
  • la maggior parte dei pazienti (84,1%) ha  manifestato il desiderio di tornare alla terapia  tradizionale per la mancanza di vicinanza percepita.

Insomma diciamo che questo studio ha messo in evidenza come appunto si possa preferire l’una o l’altra terapia, in base a quelle che sono le proprie percezioni da paziente.

 Alcuni infatti hanno mostrato interesse verso questa modalità, altri sicuramente  hanno invece privilegiato quella tradizionale.

Quando dire no alla terapia online

A questo punto sorge spontaneamente un altro dubbio: “quando dobbiamo dire no alla terapia online?”

Quando semplicemente ci rendiamo conto che non fa per noi..

C’è chi per esempio ha bisogno di vedere fisicamente il terapeuta e lo abbiamo visto proprio nello studio presentato poco fa: in questi casi dunque è meglio prediligere una terapia tradizionale, ma non perché abbia più efficacia, ma perché il soggetto la può preferire ad una modalità online.

Insomma un paziente deve sentirsi in sintonia non solo con il proprio terapeuta, ma anche con la forma di terapia che sceglie e che deve sentire come sua.

Sicuramente ci sono anche altri casi in cui andrebbe privilegiata una terapia tradizionale: quando per esempio  il paziente ha un disturbo grave e si ha la necessità di avere dei contatti con i suoi familiari per esempio.

In questo caso il problema, però, non è tanto il fatto di fare terapia online o meno, tanto il fatto che si può avere la necessità di metter in atto delle accortezze che un caso specifico può richiedere e che non è possibile mettere in atto se si è a distanza.

Riflettendo insieme

Da quello che è emerso fin’ora, sicuramente non è il caso di giungere ad una conclusione definitiva: con quanto appena affermato intendiamo dire che deve essere il paziente insieme al terapeuta a decidere quale sia la miglior modalità da seguire, tenendo conto di alcune variabili, poiché è sulla base di quest’ultime che si basa il successo di una terapia, online o no.

Sicuramente non possiamo negare che la terapia online consente alla maggior parte delle persone di chiedere aiuto. Pensate a quelle persone che non si possono spostare fisicamente per raggiungere lo studio del professionista: con la terapia online possono comunque cercare e ricevere un aiuto.

Ovviamente il professionista, sia che lavori attraverso una modalità tradizionale  sia che lo faccia attraverso una modalità online, deve rispettare il codice deontologico, tutelare la privacy del paziente, facendo firmare il consenso informato.

Inoltre deve assicurarsi allo stesso modo che la terapia avvenga in un contesto sicuro, privato  e privo di interferenze.

Dunque sotto questo punto di vista non cambia nulla: il rispetto è preservato e anche il segreto professionale.

Cambia solo il mezzo, ma come abbiamo visto, gli studi dimostrano che non è questo a inficiare la riuscita di un percorso.

E’ sempre il buon senso del professionista a fare la differenza, il quale dovrà dialogare  con il paziente  in tutta onestà, con totale trasparenza e assenza di pregiudizi, a fine di valutare se effettivamente la modalità scelta è quella giusta e se è in grado di dare  ciò che il paziente si aspetta.

Dott.ssa Alessia Pullano
Psicologa

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