Iperopia: Sindrome del Risparmio

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Il film del 2009 I love shopping, tratto dall’omonimo romanzo di Sophie Kinsella, ha fatto conoscere in modo divertente, ma a tratti anche molto serio, il Disturbo da Shopping Compulsivo.

Questo è un problema legato al controllo degli impulsi caratterizzato dal desiderio infrenabile di fare acquisti, anche di oggetti che risultano essere inutili.

Chi soffre di questo disturbo, arriva a spendere somme consistenti di denaro anche in poco tempo, arrivando in alcuni casi a indebitarsi.

In questi ultimi anni, però, si è sviluppato un altro problema legato alla gestione del denaro, che prende il nome di iperopia.  

Iperopia: di cosa si tratta? 

Il termine “iperopia” deriva da “ipermetropia”, perché, proprio come chi ha questo disturbo della vista, che vede bene da lontano, ma ha difficoltà a vedere da vicino, la persona che soffre di iperopia riesce a dare una buona valutazione delle spese future, mentre presenta una grande difficoltà nella gestione di quelle presenti. 

Se ne parla per la prima volta su un’edizione del New York Times. 

È detta anche Sindrome del risparmio, o del risparmiatore poiché chi ne soffre è estremamente preoccupato di non riuscire a sostenere le spese sul lungo periodo e cerca quindi di risparmiare il più possibile.

Fino ad un certo punto questa condotta può essere considerata prudente e non ha effetti negativi, anzi, può aiutare a sentirsi più sereni e sicuri e ad evitare di trovarsi in difficoltà finanziarie in futuro.
Chi soffre della Sindrome del risparmio, tuttavia, porta questo comportamento all’estremo.

Come il famoso disturbo dello shopping compulsivo che citavamo prima, anche l’iperopia diventa un vero e proprio problema per la vita quotidiana di chi ne è affetto e per le persone che lo circondano, soprattutto nel momento in cui si arriva a privarsi anche di cose essenziali, pur di risparmiare quanto più denaro possibile.

Crisi economica e nuove paure

Questa nuova Sindrome sembra essere una conseguenza del periodo storico che stiamo vivendo e in particolare della crisi economica che ha caratterizzato questi ultimi anni e che si è potenziata a causa delle conseguenze del Coronavirus.

Molte aziende sono state chiuse, tante persone sono state messe in cassa integrazione o hanno perso il lavoro.


Una grande incertezza caratterizza il futuro del mondo del lavoro e questo porta tante persone a sentirsi insicure e ad aver paura di quello che accadrà nei prossimi mesi e anni.

Questo ci rende meno sicuri e ci fa correre ai ripari. Soprattutto in ambito economico ci spinge a rimandare o addirittura evitare del tutto le spese che vengono considerate superflue, come viaggi, cene, serate con amici.

Ma talvolta queste restrizioni vengono estese anche ad altri ambiti più importanti, come quello dell’istruzione e della salute.

Ci sono sicuramente casi di povertà, nei quali è effettivamente complicato arrivare alla fine del mese e per cui le rinunce sono una conseguenza del fatto che spesso alcune persone non possono permettersi uno stile di vita più agiato.


Il problema nasce nel momento in cui non ci sarebbe bisogno di fare rinunce. 

Secondo gli esperti basta mettere da parte solo il 10% del guadagno per vivere con tranquillità senza preoccuparsi di spese impreviste future. 

Ma chi soffre della Sindrome del risparmio nel tempo arriva a evitare quasi tutte le spese, dalle più piccole, come il caffè al bar o la pizza con gli amici alle più grandi, come l’acquisto di un nuovo computer o di una nuova macchina o tende a rimandarle il più possibile.

Il rimorso del consumatore

Ma cosa succede quando si è costretti a dover affrontare una spesa più o meno imprevista?

Un altro aspetto che accomuna chi soffre di Sindrome del risparmio è il cosiddetto “rimorso del consumatore”, caratterizzato dal senso di rammarico conseguente a un acquisto.


Il rimorso del consumatore è una conseguenza di una sorta di dissonanza cognitiva, data per esempio dal provare emozioni negative in seguito a un acquisto necessario o desiderato da tempo.


Qualcosa che dovrebbe rendere felici e appagati, genera invece un senso di insicurezza, rimorsi e ripensamenti, al punto da arrivare a credere, spesso erroneamente, di aver fatto la scelta sbagliata.

 
Le emozioni e i pensieri di chi prova il rimorso del consumatore sono tanti e aiutano a capire meglio cosa succede nella mente.


Sensazione di delusione, tristezza, fastidio, frustrazione, senso di vuoto, continui rimuginii, dubbi sulla reale necessità del prodotto acquistato, fino ad arrivare a temere di essere stati ingannati dal venditore.


Questi sono alcuni tra i principali vissuti legati agli acquisti, che possono essere provati da chi soffre di Iperopia. Queste emozioni e pensieri spesso si trascinano per giorni, abbassando così la qualità della vita della persona e di chi le sta attorno, familiari, colleghi e amici.

Le conseguenze psicologiche dell’iperopia

Le conseguenze psicologiche di questo nuovo stile di vita sono varie e per lo più negative.


L’ipertopia, con i suoi timori e le sue limitazioni, non consente a chi ne soffre di vivere pienamente la vita. 

Depressione, ansia e demotivazione sono le principali conseguenze di una quotidianità caratterizzata da continue ristrettezze e rinunce.


Anche la vita relazionale ne risente. Rinunciare all’uscita con gli amici o a seguire un corso in palestra per timore di spendere troppi soldi, non farà altro che aumentare l’isolamento sociale, creando difficoltà anche nelle relazioni di coppia.

Come accennato in precedenza, nei casi più gravi si può arrivare a sviluppare un vero e proprio Disturbo Ossessivo Compulsivo, che deve essere curato attraverso psicoterapia e farmaci.

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo – D.O.C.

Secondo la classificazione del DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi Mentali dell’American Psychiatric Association, riferimento per tutti gli operatori della salute mentale), il Disturbo Ossessivo Compulsivo è un disturbo psicologico che rientra tra le problematiche legate all’ansia, caratterizzato dalla presenza di ossessioni e/o compulsioni.


Le ossessioni sono pensieri, idee o immagini costanti, che la persona fa fatica ad allontanare dalla mente.


Le compulsioni sono invece delle azioni, più o meno complesse e più o meno invalidanti, che la persona si sente di dover fare per abbassare il livello di ansia e preoccupazione generate dai pensieri ossessivi.

Le ossessioni e le compulsioni sono presenti per la maggior parte della giornata, interferendo con le attività quotidiane (lavoro, studio, vita sociale e di relazione, cura della casa, igiene personale e benessere psico-fisico).

Nel caso dell’iperopia, in particolare nei casi più gravi, i pensieri ossessivi sono legati alla continua preoccupazione per la gestione del denaro, che viene risparmiato e accantonato in maniera eccessiva (le compulsioni), per timore di non avere abbastanza soldi in futuro. 

Cosa si nasconde dietro l’Iperopia?

Dietro la continua preoccupazione del risparmio si cela una grande insicurezza e paura rispetto a se stessi e al proprio futuro, che viene immaginato come incerto e minaccioso.

Spesso ci si limita nelle spese attuali per timore di non riuscire a coprire eventuali spese impreviste in futuro (una multa, un guasto in casa…).

Anche persone che non hanno difficoltà economiche possono soffrire di questo disturbo.

L’iperopia infatti colpisce anche persone benestanti, ma che spesso risultano avere un carattere molto competitivo, sia sul lavoro, sia nella vita privata.

Qualche volta invece l’iperopia è legata a un periodo di difficoltà economica.

Chi ha perso il lavoro e ha avuto difficoltà a trovarne uno nuovo, per esempio, può aver passato un periodo complicato da un punto di vista finanziario e ha dovuto “tirare la cinghia”.

Un’esperienza di questo tipo potrebbe generare la paura che si ripeta una situazione altrettanto difficile in futuro.

Spesso invece si “corre ai ripari” per garantirsi una buona vecchiaia.


Il problema è che in questo modo si rischia di non vivere il presente e di non godersi la vita.
Ricordiamoci sempre che, come dice un proverbio, è molto meglio vivere di rimorsi che di rimpianti.

Qualche consiglio per vivere meglio

Come fare per riuscire a vivere più serenamente le spese quotidiane?
Di seguito alcuni consigli utili:

  • cerca di avere una corretta amministrazione delle entrate e delle uscite. Per aiutarti puoi usare il Kakebo, un metodo giapponese che aiuta a tenere d’occhio le spese. È pensato per chi ha difficoltà a tenere sotto controllo le uscite, ma può essere d’aiuto anche per chi invece ha timore a sostenerle. Con il quaderno Kakebo, infatti, si ha sempre sotto occhio la situazione finanziaria, aiutando a capire quali spese possono essere sostenute e quali devono essere ridotte o rimandate.
  • ogni tanto concediti una spesa fuori dall’ordinario. Essere riconoscenti con se stessi concedendosi qualche sfizio ogni tanto è di grande aiuto per migliorare il tono dell’umore e l’autostima!
  • impara a distinguere cosa è davvero importante e utile e cosa no. Questo ti eviterà spese inutili e sensi di colpa in futuro.
  • se devi fare un regalo cerca di non pensare troppo alla spesa, ma concentrati di più sull’aspetto emotivo, per esempio sui sentimenti che provi per quella persona e su quello che proverà lei quando riceverà il regalo.
  • evita di acquistare oggetti a prezzi bassi, il risparmio è immediato, ma spesso illusorio, perché sinonimo di bassa qualità. Questi acquisti possono avere breve durata, con il risultato che bisogna riaffrontare la spesa dopo poco tempo.
  • acquista solo ciò che ti serve o ciò che ti rende davvero felice. Impara ad ascoltare le tue emozioni più profonde!
  • mantieni l’ordine tra le mura di casa. Anche qui viene in aiuto una giapponese, Marie Kondo, famosa per il suo metodo dell’ordine. Vivere in un ambiente pulito e ordinato ti farà sentire più sereno e tranquillo.
  • investi il tuo denaro. Anziché evitare le spese, prova a investire in beni che possano garantire un piccolo reddito in futuro, come per esempio una casa o un box. Questo aiuterà a immaginare una vecchiaia più serena e tranquilla.
  • se hai molte difficoltà a uscire dal circolo del risparmio compulsivo, rivolgiti a un esperto psicologo o psicoterapeuta vicino a te. Può aiutarti a gestire al meglio la tua vita e a capire le origini del tuo problema.

    Dott.ssa Alessia Pullano
    Psicologa

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