Fame Nervosa: Cause e Rimedi

Indice dei Contenuti

Avete cenato da un’ora e improvvisamente mentre guardate la vostra serie preferita sentite il bisogno di fare uno spuntino. Oppure vi svegliate nel cuore della notte in preda ai pensieri e l’unica cosa che è in grado di calmarvi è mangiare qualcosa di super calorico. Anche in occasione di arrabbiature o delusioni, siete spinti da una strana forza verso il frigo.

Tutti noi abbiamo sperimentato queste situazioni. Si tratta di reazioni allo stress che il nostro corpo e la nostra psiche ci inviano per compensare rabbia, disagio, scompenso emotivo.

Il risultato però non è a nostro favore perché prendiamo peso e spesso ci abituiamo a mangiare di più, innescando un circolo vizioso dal quale è difficile uscire, mentre può subentrare la depressione. 

Chi ha delle abitudini alimentari sbagliate dovrebbe consultare il proprio medico e parlare con lui dello stato di disagio che sta vivendo. Successivamente, il medico lo potrebbe indirizzare verso il consulto di un nutrizionista e di uno psicologo per aiutarlo a trovare le giuste strategie.

E’ necessario sapere che lo stress e le emozioni conseguenti non sono gli unici fattori che danno il via alla fame emotiva, ma che esistono altre situazioni che la scatenano. Tra i principali troviamo: 

L’influenza degli amici che ci convincono, magari anche quando non ne sentiamo il bisogno, ad andare a mangiare una pizza fuori per finire la serata o per bere qualcosa di alcolico, che è sempre accompagnato da vari stuzzichini che non sono quasi mai nutrizionalmente sani.

Quando siamo in compagnia, poi, non ci accorgiamo della quantità di cibo che ingeriamo perché siamo distratti da altro, quindi spesso mangiamo più del dovuto.

La stanchezza ci può portare a cercare del cibo perché mangiare ci da la sensazione di “ricaricarci”, di fare scorta di energie. Se però mangiamo alimenti poco sani e fuori pasto, difficilmente la nostra stanchezza sarà alleviata, al contrario: ci ritroveremo più appesantiti di prima.

Un meccanismo simile lo esercita la noia: quando non sappiamo cosa fare e il tempo sembra non passare, per cercare di riempire un vuoto tendiamo a rivolgerci al cibo. 

La stessa cosa avviene quando abbiamo delle delusioni, soprattutto in amore: il vuoto che sentiamo dentro ci spinge a cercare una consolazione con cibi ricchi di grassi e di calorie come creme, budini, salse, dolci e cibo spazzatura che ci illudono di farci stare meglio per sopperire alle nostre carenze che però non sono rimpiazzabili dalle calorie ingerite.

Le abitudini sbagliate, poi, sono talmente radicate in noi da farci ripetere automaticamente dei rituali sempre uguali quando stiamo facendo determinate cose. Ad esempio, se per abitudine mangiamo popcorn, patatine o frutta secca mentre guardiamo la televisione come se fossimo al cinema, ecco che senza accorgercene facciamo il pieno di calorie. Oppure, se da piccoli siamo stati abituati al premio con gelato e dolci dopo un bel voto o a cucinare torte e biscotti dopo un obiettivo raggiunto, possiamo cadere in tentazione. 

Come fare quindi per porre rimedio a queste situazioni?

Le Strategie

Il primo passo che una persona deve compiere per sbarazzarsi di questi comportamenti dannosi è quello di riconoscere ed accettare quali sono i fattori che scatenano la fame nervosa e le varie situazioni in cui si verifica di frequente.

Tenere un quaderno o un diario in cui appuntare ogni cosa che si mangia e le sensazioni che si provano può aiutarci a scovare quelle situazioni in cui non abbiamo fame vera ma mangiamo solo per sentirci meglio psicologicamente. 

Possiamo quindi monitorare il nostro comportamento per capire quali sono le nostre abitudini alimentari e porre rimedio agli errori. Ovviamente, per farlo è necessaria una grande forza di volontà e tanto impegno. 

Ecco come fare per tenere sotto osservazione i nostri comportamenti:

Appuntiamo sul quaderno quanta fame abbiamo avuto, da 1 a 10, in quel determinato momento. 

Quindi, scriviamo cosa stavamo facendo quando abbiamo sentito il bisogno di mangiare: eravamo annoiati, ci stavamo divertendo, o eravamo arrabbiati, ecc.

Successivamente, possiamo fare un inventario di idee su quali sono i fattori che scatenano in noi la voglia dii mangiare e su cosa potremmo invece fare per combatterli. Ecco qualche esempio: 

Se mangiamo perché siamo annoiati, potremmo trovare qualcosa da fare che ci faccia sentire appagati ed attivi come un hobby nuovo, iniziare un libro che ci interessa e ci stimola, ed altre sfide che ci motivano.

Se mangiamo quando ci sentiamo tristi, potremmo considerare di telefonare a un amico o a una amica per fare due chiacchiere e distrarci, oppure di fare una passeggiata, correre nel verde oppure ancora portare il cane a fare una piccola gita. 

Se invece siamo tentati dal cibo quando siamo sotto stress, potremmo iniziare una pratica yoga, anche a casa seguendo dei tutorial su YouTube o su altre piattaforme, oppure possiamo uscire di casa e fare una passeggiata rilassante nella natura, per concentrarci sulle nostre emozioni ed affrontarle. 

Naturalmente, consultare uno psicologo è la strada migliore per avere un supporto concreto e per trovare altre strategie che possano interrompere il nostro atteggiamento alimentare compulsivo prima che sia troppo tardi. Oltre allo psicologo, è utile consultare anche un nutrizionista o un medico che ci possano fornire ulteriori informazioni su come creare abitudini alimentari positive e farci guadagnare un rapporto migliore con noi stessi e quindi con il cibo. 

Il mangiare emotivo non è semplicemente questione di una persona priva di autodisciplina o che ha bisogno di mangiare di meno. Allo stesso modo, le persone che mangiano per affrontare lo stress non solo mancano di autocontrollo.

Impariamo a mangiare in modo intuitivo

Questa pratica è stata ideata negli anni Novanta dai dietisti Tribole e Resch, e sposa l’alimentazione consapevole e la meditazione.

Mangiare intuitivo significa prestare maggiore attenzione ai segnali interni che provengono sia dal nostro stomaco che dall’intestino e che ci segnalano fame o sazietà.

Questi segnali ci aiutano a stabilire cosa, quando e quanto mangiare, fidandoci dei segni che il nostro corpo ci invia. Una volta che avremo capito e ci fideremo dei segnali che il nostro corpo ci invia, potremo concederci il permesso di soddisfare un desiderio, ad esempio, di torta alla panna con la stessa facilità con cui ci diamo il permesso di mangiare le più sane verdure, senza avere vergogna o provare sensi di colpa.

Sapremo quindi, intuitivamente, quando sarà necessario dire basta. La nostra decisione quindi si baserà sulla fame che proveremo e sul fascino che determinati cibi esercitano in noi, ma non su quanto ci sentiamo stanchi e stressati in quel preciso momento.

Mangiare in modo  intuitivo ci permette di capire come si sta sentendo il nostro corpo quando abbiamo veramente fame rispetto a come si sente il nostro organismo quando la nostra sensazione di fame è solo nervosa e causata da stress o da altri fattori psicologici.

Quando capiremo perché il nostro corpo ed il nostro cervello desiderano così tanto determinati alimenti, sapremo come fare per gestire meglio questi sentimenti disfunzionali. 

Le Cause della fame nervosa

Le cause della fame nervosa possono essere svariate. Vediamone alcune.

Lo Sviluppo dell’infanzia

Per alcune persone, mangiare in modo compulsivo in preda a emozioni spiacevoli è un vero e proprio comportamento appreso in tenera età.

Durante l’infanzia, i genitori hanno abituato questi bambini ad affrontare le difficoltà offrendo loro delle ricompense in cibo (pizza, dolci, patatine), o  le hanno date come ricompensa per qualcosa che il piccolo aveva fatto di buono.

Con il passare del tempo, questi comportamenti sono stati interiorizzati dal bambino come giusti e buoni e sono diventati parte integrante della sua modalità di funzionamento psicologico di fronte ad una difficoltà o ad un risultato raggiunto.

Ecco perché possiamo trovare adulti che divorano una intera vaschetta di gelato dopo una dura giornata di lavoro. Si tratta di abitudini sbagliate che fanno ormai parte del modo di comportarsi del soggetto; ma queste abitudini possono essere rimpiazzate con altre decisamente più sane, grazie ad un aiuto psicologico adeguato. 

Le fondamenta di queste abitudini scorrette sono infatti molto profonde; ecco perché  è difficile per questi adulti mettervi fine da soli e senza un supporto professionale.

Difficoltà ad affrontare le emozioni

È normale che le persone lottino contro dei sentimenti e delle emozioni che li fanno stare male e che li scompensano. Il nostro organismo è costruito per ridurre al massimo le problematiche e risolvere  rapidamente le difficoltà, magari negandole o nascondendole. Il problema però è che sino a che non vengono riconosciute, queste emozioni negative continuano ad esercitare la loro influenza nociva, dando luogo a comportamenti malsani.

Consideriamo, poi il fatto che non sono solo le emozioni negative a causare la fame nervosa: anche in occasione delle festività, ad esempio, ci ritroviamo a mangiare troppo e in modo sbagliato: pensiamo ad esempio al Natale e a tutti i dolci e i cioccolatini che ci porta a mangiare! 

Cortisolo ed impatto fisico dello stress

Quando mangiamo troppo e male, la causa può essere ricercata nello stress che a livello biologico, causa in noi dei cambiamenti chimici che ci portano a provare fame. Vediamo come. 

Livelli di cortisolo alti:

Appena proviamo stress, il nostro appetito diminuisce affinché il corpo possa essere pronto ad affrontare il pericolo. Se lo stato di tensione permane, l’organismo rilascia un ormone chiamato cortisolo. A sua volta, il cortisolo aumenta l’appetito e ci può portare a mangiare troppo.

Inoltre raramente il disagio ci porta a mangiare cibo sano, ma scatena in noi il desiderio di cibi specifici che non sono mai tali, come cibi ricchi di zuccheri o grassi. 

Lo stress è anche associato a un aumento degli ormoni della fame, che possono fare aumentare il nostro desiderio di cibi malsani.

Ma non è tutto, infatti diverse ricerche hanno dimostrato che sono le donne ad avere  maggiori probabilità di utilizzare il cibo per affrontare lo stress rispetto agli uomini, ma non disperi il gentil sesso perché gli uomini sono invece portati a fare consumo di alcool e sigarette.

Fame vera e fame nervosa 

Spesso si confonde la vera fame on la fame emotiva, o nervosa. Esistono però delle caratteristiche in grado di distinguerle. Vediamo quali sono, perché essere in grado di riconoscere queste piccole differenze ci aiuta a mettere un freno alle abitudini sbagliate. 

La fame nervosa è improvvisa

La fame emotiva arriva molto rapidamente e sentiamo il bisogno di mangiare in modo urgente ed insistente. La fame vera invece si avverte poco a poco, a meno che non siano passate troppe ore dall’ultima volta che abbiamo mangiato. 

La fame nervosa vuole il cibo spazzatura

La fame da stress di solito fa sì che si voglia mangiare qualcosa di malsano, come dolci, alimenti ricchi di grassi o creme, pizza o patatine o anche tutte e due assieme. Chi prova una fame sana invece, di solito mangia per saziarsi e, al di là delle preferenze individuali, mangia un po’ di tutto. 

Mangiare senza essere consapevoli di farlo

Per colpa della fame nervosa mangiamo senza prestare attenzione a ciò che stiamo facendo e a cosa stiamo mangiando perché ci impedisce di metabolizzare a livello cosciente che ci siamo saziati e non ci fa assaporare il cibo. 

Ad esempio, se ci ritroviamo a mangiare tutto il barattolo di gelato mentre guardiamo la televisione, mentre non avevamo intenzione di mangiare così tanto, significa che abbiamo seguito l’impulso della fame nervosa. 

Non sentiamo brontolare lo stomaco 

State certi che la fame nervosa non proviene dallo stomaco, e soprattutto non da uno stomaco vuoto e che brontola. Essa si insinua nella mente con dei pensieri che ci fanno provare un desiderio irrefrenabile di un determinato cibo, appunto cibo non sano e non nutriente. 

Spesso la fame nervosa causa dei forti sensi di colpa

Cedere a un desiderio o mangiare a causa dello stress può causarci del rimpianto e soprattutto farci sentire molto in colpa. Chi cede alla fame nervosa tende anche a vergognarsi per questa sua incapacità di frenare un desiderio sbagliato: tutte risposte che sono associate alla fame emotiva.

Al contrario, assecondare la fame fisica, quella vera, causa sensazioni positive perché cibandoci di alimenti sani abbiamo dato al nostro organismo tutti i nutrienti e le calorie di cui ha bisogno per funzionare al meglio e darci energia. 

Dott.ssa Alessia Pullano
Psicologa

Hai bisogno di una consulenza?




    Condividi su facebook
    Facebook
    Condividi su whatsapp
    WhatsApp
    Condividi su twitter
    Twitter
    Condividi su linkedin
    LinkedIn

    Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso”Uno, Nessuno e Centomila – Luigi Pirandello Quante volte abbiamo sentito dentro un grande vuoto? Magari abbiamo anche pronunciato frasi del…

    Tutti noi abbiamo dei desideri da realizzare e dei sogni da inseguire eppure non tutti  riusciamo a farli diventare realtà e un motivo c’è sicuramente. Alcuni di noi, per esempio, per paura del fallimento, non ci provano nemmeno ad andare…

    Avete mai sentito parlare delle relazioni tossiche o ne avete mai vissuta una? Forse si, forse no..  Chi si ritrova in queste due parole, sicuramente, starà pensando a cosa ha dovuto “sopportare”, chi invece non l’hai mai sperimentata e non…

    Quante volte vi è capitato di vedere un film commovente e magari piangere insieme a chi, in prima persona, stava vivendo quel momento  particolare? Quante volte vi è capitato di dare una mano a quell’amica che ha chiesto il vostro…

    Iniziamo a conoscere meglio la dipendenza affettiva: come si evince dall’espressione stessa parliamo di una dipendenza e come tutte le dipendenze è un modo per cercare al di fuori se stessi. Attraverso questa “anomala” modalità cerchiamo di raggiungere la stima,…

    Quante  volte abbiamo pensato e detto frasi del tipo “ essere innamorati e innamorarsi è la cosa più bella che ci possa accadere”? Sicuramente in questa frase c’è del vero, non possiamo certo negare la forza dell’amore, ma c’ è…

    In questo articolo metteremo in rilievo come e quanto possa far male ad un figlio vivere in un contesto familiare caratterizzato da continui litigi, tra mamma e papà. Sicuramente fa male alla propria autostima, alla propria serenità e in un…

    Se sei triste quando sei da solo, probabilmente sei in cattiva compagniaJean-Paul Sartre La parola “solitudine” sembra spaventare o incutere paura, soprattutto nel periodo che stiamo vivendo attualmente. Il termine solitudine, oggi più che mai, viene infatti associato a quello…

    Oggi giorno tutto intorno a noi è diventato super-tecnologico, anche il nostro modo di rapportarci all’altro, il nostro modo di chiedere aiuto ad un professionista. Sono tanti infatti i professionisti che lavorano con le terapie online, che, appunto, avvengono  attraverso…

    Padre e madre esercitano funzioni diverse ma entrambe necessarie per il corretto sviluppo del bambino e, quindi, dell’adulto che egli diventerà.  La funzione paterna è normativa – ovvero impartisce regole – e di emancipazione, detta delle norme di comportamento e…