Eiaculazione Precoce

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In questo articolo analizzeremo l’eiaculazione precoce e i suoi risvolti psicologici.

Per molti uomini la sfera delle disfunzioni sessuali rappresenta, ancor oggi, una tematica difficile da comunicare dato il profondo disagio che generano nell’individuo che ne è affetto.

L’eiaculazione precoce rappresenta una problematica di natura sessuale che affligge il sesso maschile e si colloca al primo posto tra le disfunzioni sessuali riferite dagli uomini.

Stando agli ultimi dati rilevati dalla Società Italiana di Urologia tale disturbo colpisce circa 4 milioni di uomini italiani per una stima del 20-30 % degli uomini tra i 18 e i 60. 

Tuttavia si ipotizza che questo disturbo sia spesso sottostimato e sotto-diagnosticato ma rappresenta una problematica rilevante sia per gli aspetti fisici che per le sue conseguenze sul piano psicologico e relazionale.

Cos’è l’eiaculazione precoce?

L’eiaculazione precoce (PE) è una disfunzione sessuale specifica dei disturbi dell’orgasmo maschile ed è la patologia più frequentemente riportata dagli uomini in terapia.

Il disturbo consiste in una risposta sessuale incontrollata e non voluta dal soggetto, caratterizzata dalla presenza di una persistente e/o ricorrente eiaculazione conseguente ad una stimolazione sessuale anche minima avvenuta prima, durante o poco dopo la penetrazione. 

Per fare un esempio possiamo notare che mentre un rapporto sessuale “normale” ha una durata di circa 6-7 minuti tra l’atto di penetrazione e l’orgasmo, l’International Society for Sexual Medicine ha definito che si può parlare di eiaculazione precoce quando la durata del rapporto è inferiore ai 2-3 minuti, per le forme più lievi, ed inferiore ad un minuto per le forme più gravi, associata all’incapacità del soggetto di ritardare l’eiaculazione e diverse conseguenze sul piano psicologico quali senso di frustrazione, di sofferenza, ansia, condotte di rifiuto del lato sessuale e difficoltà relazionali. 

Possono esistere diverse forme del disturbo quali le forme cosiddette assolute, nel caso in cui l’eiaculazione precoce si verifichi in ogni situazione ed con qualsiasi partner, e le forme relative o relazionali, nelle quali la precocità si verifica solo in alcune particolari occasioni o con specifici partner.

E possibile inoltre identificare altre tipologie in base al momento in cui avviene l’eiaculazione: nel caso in cui si verifichi prima della penetrazione si tratterà infatti di ejaculatio praecox ante portam o si parla di ejaculatio praecox intra moenia nei casi in cui avviene in seguito alla penetrazione, ed ancora in base alla presenza o meno di altre malattie per cui si parlerà di EP semplice in assenza di disfunzioni sessuali o EP complessa se sono presenti disfunzioni di altro tipo. 

Quali sono le cause da cui genera l’eiaculazione precoce?

Nel corso del tempo gli studi effettuati sull’eiaculazione precoce hanno evidenziato diverse possibili spiegazioni alla nascita ed evoluzione di questo disturbo.

A livello generale però è possibile suddividere le cause in due principali categorie: le cause organiche o fisiche di competenza dell’urologo e le cause di tipo psicologico di competenza del sessuologo. 

Spesso però l’eiaculazione precoce è frutto della combinazione di entrambe questi aspetti, rendendone più difficile il trattamento. 

Cause fisiche e organiche

Le cause di tipo organico possono essere molteplici e pertanto la valutazione del disturbo richiede una valutazione complessa e che analizzi vari aspetti quali le funzionalità anatomiche, endocrine e fisiologiche, neurologiche, infettive, urologiche, iatrogene e così via. 

Tuttavia possiamo identificare alcune cause principali che possiamo così suddividere in:  

  • Cause endocrine: dovute a patologie endocrine quali ipergonadismo maschile, ipertiroidismo, iperprolattinemia e diabete mellito.
  • Cause genetiche: un’alterazione genetica nel polimorfismo genetico del gene di trasporto del ricaptatore della serotonina (5-HT) può determinare una predisposizione all’eiaculazione precoce. Infatti la serotonina e il sistema serotoninergico giocano un ruolo chiave nei processi di controllo e modulazione del riflesso eiaculatorio. In tal senso, gli studi mostrano come nei soggetti con EP siano presenti livelli più bassi di 5-HT. 
  • Cause urologiche e genito-urinarie: dovute principalmente a patologie quali prostatiti, prostato-vescicoliti, uretriti ma anche malattie veneree quali HIV, gonorrea, clamidia, sifilide, infezioni batteriche, infezioni da trichomonas e infezioni funginee. 
  • Cause Urologiche: dovute a patologie organo-terminali quali la fimosi o il frenulo corto del prepuzio.
  • Cause Neurologiche: dovute alla presenza di patologie quali la sclerosi multipla, la spina bifida, tumori della corda spinale, neuropatie periferiche, processi espansivi midollari in grado di alterare i meccanismi anatomo-funzionali dell’eiaculazione. 
  • Cause Iatrogene: dovute all’assunzione di amfetamine, agonisti dopaminergici e agonisti adrenergici. Il sistema dopaminergico infatti ha un ruolo fondamentale nel facilitare il riflesso eiaculatorio mentre gli androgeni hanno un ruolo regolatorio stimolante e sono fondamentali per i processi di attivazione neurale del midollo spinale lombo-sacrale determinante per il controllo dell’erezione e dell’eiaculazione. 
  • Cause voluttuarie: l’assunzione e/o l’abuso di particolari farmaci (fenotiazine, simpaticomimetici, anti-mao,) o sostanze (es. cocaina, alcol) determinano un’alterazione dei processi di controllo e madiazione interferendo con le varie fasi del rapporto quali emissione, eiaculazione ed orgasmo.   
  • Cause Psiconeuroendocrine: dovute ad alterazioni dei meccanismi ormonali (es. alterazioni nel sistema serotoninergico, alterazioni nei livelli di testosterone), alterazioni riflessogene (es. disturbi muscolo-tensivi a carico del pavimento pelvico, ai muscoli dei bulbi cavernosi o ad iperreflessività peniena), alterazioni di tipo neurologico (es. alterazioni nel tempo di latenza o nella conduzione dello stimolo nervoso) o ad alterazioni di tipo vascolare. 

Cause psicologiche

L’aspetto psicologico, in una patologia come l’eiaculazione precoce, gioca un ruolo fondamentale poiché i disturbi della sfera sessuale spesso possono essere determinati, in assenza di cause mediche, dalla presenza di particolari situazioni a livello mentale.

In questa prospettiva, l’ansia legata al disturbo costituisce un sintomo di un disagio profondo che emerge nel momento cruciale del rapporto sessuale che può derivare dal timore del confronto con il partner, dalle aspettative, dai traumi sofferti in precedenza o nella prima infanzia, da una latente ostilità per la donna, dalle prime esperienze sessuali, dalla paura del rifiuto, dalla preoccupazione per le reazioni del partner e così via.  

Già Freud aveva ipotizzato come l’eiaculazione precoce nell’uomo potesse derivare da “pulsioni sadiche, intense e inconsce dell’uomo nei confronti della donna”: secondo il suo pensiero infatti tali pulsioni rappresenterebbero dei sentimenti e delle emozioni che sono innati ed inconsci e che vanno oltre la volontà maschile e, attraverso l’eiaculazione precoce l’uomo punirebbe la donna privandola del suo piacere fisico. 

Tuttavia, indipendentemente da Freud, nel corso del tempo sono stati identificati diversi altri fattori di natura psicologica che sono in grado di generare l’eiaculazione precoce. 

Un primo fattore sembra essere legato alla giovane età: diversi studi hanno infatti dimostrato come molti uomini tendano a vivere le prime esperienze sessuali con nervosismo e rapidità spesso dovute al vivere l’esperienza in contesti con poca privacy, con l’ansia di esser scoperti e così via. 

Un altro fattore è rappresentato dalla attività sessuale in sé quando risulta essere associata ad avere scarsa esperienza nell’atto sessuale e/o ad una bassa frequenza di rapporti. In altri casi può manifestarsi una difficoltà a gestire la novità del rapporto

Particolarmente rilevante, nel caso di eiaculazione precoce, risultano essere l’ansia da prestazione, lo stress e la depressione.

Condizioni come queste, influendo direttamente sul sistema nervoso compromettendo anche la sfera sessuale e le capacità di controllo del sistema eiaculatorio.

Alti livelli di ansia sembrano essere associati a particolari pensieri – riguardanti la performance, l’adeguatezza sessuale e così via – e sono in grado di distrarre l’uomo nel corso del rapporto sessuale impedendone il monitoraggio del suo livello di attivazione e di rendersi conto delle sensazioni che precedono l’eiaculazione. 

Così come l’ansia, anche lo stress risulta giocare un ruolo fondamentale nel determinare tale disturbo: i fattori stressanti possono essere molteplici e possono essere suddivisi in due categorie detti stress esterni (es. preoccupazioni per problematiche di salute, economiche, lutto, difficoltà lavorative, etc) e stress interni (es. modalità di pensiero ed interpretazione delle situazioni, incapacità di gestire i problemi, etc). 

Quali sono i risvolti psicologici dell’eiaculazione precoce?

L’eiaculazione precoce non si concretizza unicamente come disturbo di tipo fisico ma genera un grado di sofferenza e disagio tale da complicare la vita individuale e relazionale dell’individuo che ne è affetto. 

Come già accennato nel paragrafo precedente, il disturbo genera nell’individuo un disagio profondo e frustrante che porta ad una totale e negativa modificazione dell’esperienza sessuale.

Essa si allontana dall’idea del piacere per essere vissuta come un’esperienza traumatica ed insoddisfacente. 

Grazie ad alcuni studi è stato possibile analizzare nel dettaglio il grado di qualità della vita dei soggetti con eiaculazione precoce ed è stato rilevato che in questi uomini, rispetto ad altri uomini non affetti, sono presenti livelli di stress più alti, bassa autostima, funzionamento sessuale più scarso ed in generale una più bassa qualità di vita.

Altre differenze sono emerse nel caso di uomini single in cui sono stati rilevati anche sentimenti di imbarazzo legati al disturbo tali da rinunciare al corteggiamento di nuovi partner.

I sentimenti di vergogna e imbarazzo inoltre, da un punto di vista psicologico, possono condurre nel tempo a sviluppare una disfunzione erettile. 

Le conseguenze negative dell’eiaculazione precoce però non intaccano solo il piano individuale del soggetto ma generano un profondo impatto anche sul partner e sulla vita di coppia. 

Quando una coppia si trova ad affrontare un disturbo simile si trova in una situazione in cui i due partner perdono la loro sincronia e, anche se l’attività sessuale permane, la qualità del rapporto peggiora o viene meno.

Il partner infatti può manifestare un senso di delusione e/o frustrazione dovuta al fatto che l’altro raggiunga molto prima l’orgasmo mentre il partner affetto dal disturbo prova emozioni negative nonostante l’orgasmo.

La vita sessuale cambia e si trasforma in nuovi significati che generano una separazione tra i partner ed una maggiore conflittualità. 

È stato osservato inoltre come anche le donne legate a uomini con EP subiscano una modificazione nella sfera della sessualità; infatti è emerso un peggioramento sul piano del desiderio sessuale, sulla lubrificazione e sulla soddisfazione al momento dell’orgasmo fino a manifestare, in alcuni casi, delle proprie disfunzioni sessuali femminili quali anorgasmia, riduzione del desiderio sessuale, vaginismo, disturbi dell’eccitazione e così via.  

Quando rivolgersi al medico ?

Sebbene resti ancora molto da comprendere su questo disturbo esistono dei criteri ben precisi al fine di inquadrare e diagnosticare correttamente l’eiaculazione precoce. 

La definizione più utilizzata oggi in ambito clinico è quella indicata dall’American Psychiatric Association che definisce l’eiaculazione precoce come una modalità persistente o ricorrente di eiaculazione precoce che si verifica durante i rapporti sessuali, circa un minuto conseguente alla penetrazione vaginale e prima che l’uomo lo desideri.

Sono stati inclusi dei criteri anche per i rapporti non intravaginali. Tali sintomi devono, inoltre, essere presenti per almeno sei mesi e devono manifestarsi in tutte o quasi tutte le attività sessuali (almeno il 75 %). 

Ed ancora, i sintomi devono causare nell’individuo un disagio clinicamente significativo tanto da modificarne negativamente la qualità della vita.

Il disturbo genera infatti nell’uomo un senso di vergogna, di timore, di inadeguatezza e di umiliazione e condiziona anche la percezione del rapporto sessuale, il quale diventa un’occasione di preoccupazione e insoddisfazione. 

Occorre poi fare ulteriori distinzioni per risalire al tipo di eiaculazione precoce manifestata: i criteri chiedono infatti di specificare se il disturbo sia permanente, e quindi se il disturbo sia presente fin dall’inizio dell’attività sessuale, o se sia acquisita, nel caso in cui il disturbo sia iniziato dopo un periodo di funzionamento sessuale normale.

Ed ancora occorre verificare se sia una forma generalizzata, che accade con ogni partner e in ogni situazione, o sia una forma situazionale nel caso in cui il disturbo si verifichi solo in particolari circostante, partner o tipi di stimolazione.

Infine occorre identificare il grado di gravità del disturbo: si intende di grado lieve quando l’eiaculazione avviene entro 30-60 secondi dopo la penetrazione vaginale, di grado moderato quando si verifica entro 15-30 secondi dopo la penetrazione e di grado grave quando si verifica prima dell’attività sessuale, all’inizio o entro 15 secondi dalla penetrazione. 

I fattori da considerare per una corretta diagnosi di eiaculazione precoce sono molteplici e richiedono un’attenta analisi multidisciplinare che tenga conto dei tanti aspetti coinvolti. L’indagine viene effettuata attraverso un approfondito colloquio sulla problematica e sulle manifestazione in aggiunta a specifici accertamenti medici.

Come intervenire ?

L’eiaculazione precoce, come abbiamo visto determina una profonda modificazione del proprio vissuto sessuale sia nell’uomo che lo vive che nel rapporto con il partner ma è un problema risolvibile? 

Spesso viene vissuto come un problema catastrofico e non risolvibile, tuttavia esistono diversi trattamenti possibili, che approfondiremo tra poco, in grado di attenuare o risolvere totalmente il problema. 

Sebbene per ogni uomo il disturbo si strutturi su specifiche problematiche, possiamo tuttavia identificare alcuni tipi di trattamento principali: le terapie farmacologiche e i trattamenti di tipo psicologico e comportamentale. 

Le terapie farmacologiche prevede l’utilizzo di specifici farmaci finalizzati alla correzione delle tempistiche di eiaculazione durante il rapporto.

Dal momento che l’eiaculazione precoce risulta associata a particolari deficit funzionali di alcuni neurotrasmettitori, tra cui la serotonina, un farmaco che sia capace di interagire con questa sostanza è in grado di prolungare il rapporto e, di conseguenza, posticipare l’orgasmo dell’uomo.

A tal fine sono state isolate due sostanze principali, la paroxetina e la fluoxetina, utilizzate come terapie di lunga durata (fino a sei mesi) e man mano riequilibrate nel corso della terapia dal medico.

Questo tipo di terapia ha un effetto praticamente immediato e permette numerosi miglioramenti nella qualità di vita dell’uomo sebbene l’abuso di queste sostanze possa generare importanti stati ansiosi. 

In alternativa a questi due farmaci, sono utilizzate anche le sostanze vasoattive (es. Viagra) destinate unicamente alle forme di eiaculazione precoce particolarmente gravi o alcuni anestetici locali (es. lidocaina) destinati ai casi di ipersensibilità del glande. 

Nonostante l’efficacia dei farmaci risulti confermata, il loro utilizzo agisce esclusivamente sul piano organico e non è sufficiente a risolvere il problema nella sua globalità; pertanto, per essere efficace a lungo termine, deve essere associato anche ad un intervento di tipo psicologico/psicoterapeutico che ne riduca l’impatto sia sull’individuo che sulla coppia. 

Dott.ssa Alessia Pullano
Psicologa

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