DOC: Disturbo Ossessivo Compulsivo

Indice dei Contenuti

Avete mai sentito parlare del disturbo ossessivo compulsivo?

Questo risulta essere un disturbo che esordisce generalmente in età adolescenziale e che si manifesta attraverso la presenza di ossessioni  e compulsioni, che come vedremo, altro non sono che i sintomi di questo disturbo.

Cosa sono nello specifico le ossessioni e le compulsioni? Perché si può essere affetti da tale disturbo?  Chi viene colpito maggiormente?

Cosa occorre fare per gestirlo?

Qui di seguito cercheremo di rispondere a tutte queste domande. 

Iniziamo però dalla domanda base: cos’è il disturbo ossessivo-compulsivo?

Non ci resta che continuare a leggere per scoprire cosa si nasconde dietro questa espressione.

Disturbo ossessivo-compulsivo: di cosa stiamo parlando?

Secondo la classificazione del DSM 5, il Manuale Diagnostico dei disturbi mentali, il disturbo ossessivo compulsivo, conosciuto anche come DOC, è un disturbo psichiatrico che si caratterizza, come si può ben evincere dal nome stesso,  per la presenza di ossessioni e/o compulsioni.

Sembra infatti che circa l’80% dei pazienti ossessivi sperimenti sia ossessioni che compulsioni.

 La restante parte sembra avere o solo ossessioni o solo compulsioni.

A questo punto vi starete chiedendo cosa siano le ossessioni e le compulsioni. 

Soddisfiamo immediatamente la vostra curiosità.

Ossessioni e Compulsioni: cosa sono

Iniziamo dalle ossessioni: chi non ne ha mai avuta una? 

Chi non ha mai utilizzato espressioni del tipo “sei ossessionato da quella donna” o “questo lavoro è diventato un’ossessione”?

Chi più, chi meno, tutti ci siamo ritrovati almeno una volta nella vita a dire la parola “ossessione”, in riferimento a situazioni in cui si avevano dei pensieri persistenti circa una persona x o una situazione x.

 Ma quanti sanno davvero cosa siano le ossessioni?

In psicologia, queste risultano essere dei pensieri fissi e irrazionali che tendono a presentarsi costantemente e ripetutamente nella mente.

Possiamo dunque dire come  le ossessioni  siano delle idee, degli impulsi o delle immagini che vengono percepiti come intrusivi, poiché si ha la sensazione che arrivino improvvisamente, senza che si possa fare nulla per controllarli.

Per questo sono anche fastidiosi, dal momento che appunto, provocano disagio e malessere.

Abbiamo parlato anche di irrazionalità: perché?

Perché chi le sperimenta ha proprio la sensazione che siano un qualcosa di irrazionale e privo di significato.

Le compulsioni, invece, cosa sono? 

Sono dei gesti  o delle azioni che il soggetto mette in atto come risposta alle ossessioni, con il fine ultimo di gestire l’ansia sperimentata.

Quando parliamo  di compulsioni, parliamo dunque di veri e propri rituali di pensiero, messi in atto per ridurre o meglio controllare l’ossessione:  questi infatti solitamente sono seguiti da un senso di sollievo, seppur temporaneo.

Esordio e prevalenza del DOC

Da quanto detto si evince come dunque l’attività ossessiva sia ripetitiva, frequente e persistente.

Ma quando si presenta questo disturbo? Chi colpisce maggiormente?

Questo è un disturbo che può presentarsi sia nell’infanzia che nell’età adulta, anche se nella maggior parte dei casi i primi sintomi sembrano manifestarsi  precocemente, soprattutto nei maschi.

Questo disturbo sembra colpire circa il 2% della popolazione generale: in Italia, pensate, sono circa 800.000 le persone colpite.

A tal proposito c’è da dire però che spesso chi soffre di doc, soffre anche di altri disturbi,  come quello d’ansia o da attacchi di panico.

Tipologie di DOC

Insomma il Doc è un disturbo che presenta delle caratteristiche principali, ma può esprimersi in modo diverso, a seconda della natura delle ossessioni e delle compulsioni manifestate.

A tal proposito possiamo individuare sei tipologie di doc: vediamole qui di seguito.

Disturbo ossessivo-compulsivo da controllo

Cosa caratterizza principalmente questo specifico disturbo?

La paura di poter far male a se stessi o agli altri: per questo chi ne è affetto per placare la sua ansia, arriva a mettere in atto dei rituali al fine  di controllare la situazione.

Esempio: controllare di aver chiuso il gas.

Disturbo ossessivo compulsivo da ordine

Questo specifico disturbo  si caratterizza per l’ansia che si prova nel momento in cui si avverte che le cose non rispettano un determinato criterio di ordine, perfezione e simmetria e di conseguenza si mettono in atto una serie di rituali  che hanno appunto lo scopo di ordinare.

Esempio: ordinare secondo uno specifico criterio i libri sulla libreria.

Disturbo ossessivo – compulsivo da superstizione

In questo specifico disturbo si parla di un’ansia legata a specifiche credenze e superstizioni: cosa intendiamo dire con quanto detto?

Che chi ne è affetto crede che ritrovarsi, per esempio, a sentire determinate cose può  portare “male” a sé  e ai propri familiari.

Per questo vengono messi in atto delle azioni, al fine di neutralizzare il peggio.

Esempio: ripetere mentalmente una serie di parole.

Disturbo ossessivo-compulsivo da contaminazione

La persona affetta da questo specifico disturbo avverte un senso di malessere e angoscia al sol pensiero di potersi ritrovare a contatto con oggetti o situazioni che possono contaminarla (polvere, urina, etc).

Proprio per questo si arriva a privilegiare il loro evitamento e la messa in atto di una serie di rituali finalizzati ad una pulizia impeccabile.

Esempio: sterilizzazione di oggetti o vestiti.

Disturbo ossessivo-compulsivo da accumulo

Cosa sappiamo di questo specifico disturbo?

 La persona affetta tende ad accumulare grandi quantità di oggetti, spesse volte inutili, provando di conseguenza ansia al sol pensiero di doversene liberare.

Alla base di tutto sembra esserci la convinzione che questi oggetti  possano essere successivamente utili.

Per questo si finisce per  riempire la casa di suppellettili.

Ossessioni  di tipo religioso, sessuale, aggressivo

In questo caso specifico siamo in presenza di ossessioni non necessariamente accompagnate da compulsioni e che  portano il soggetto che le sperimenta a porsi mille domande e rimuginii.

Queste possono essere ossessioni di diversa natura: sessuale, religioso.

Il soggetto potrebbe per esempio avere dubbi sulla propria sessualità  o timore di poter aggredire qualcuno o di commettere atti blasfemi.

Di conseguenza possono essere messi in atto comportamenti di evitamento: chi per esempio ha paura di far  male a qualcuno, tenderò ad evitare di utilizzare per esempio coltelli.

Diagnosi del DOC

I sintomi principali del Doc sono le ossessioni e le relative compulsioni.

Tra le ossessioni più comuni, vi sono la paura dello sporco, la paura di perdere il controllo, quelle che riguardano l’ordine e la simmetria, vari pensieri di tipo blasfemo, la paura della contaminazione.

Tra le compulsioni più frequenti abbiamo il pulirsi frequentemente, il mettere in ordine i propri oggetti mantenendo rigidi schemi.

Una domanda sorge spontanea a questo punto: come si arriva a fare una diagnosi di tale disturbo? 

Quando un soggetto può dire di avere un disturbo ossessivo-compulsivo e non delle semplici ossessioni?

Secondo il DSM-IV, per poter fare una diagnosi di Doc occorre tenere in considerazione i seguenti criteri diagnostici:

  • La presenza di ossessioni o compulsioni o entrambe.
  • Le ossessioni e le compulsioni sono causa di grave perdita di tempo durante la giornata e minano il normale funzionamento sociale, relazionale e psicologico dell’individuo.
  • I sintomi ossessivo-compulsivi non sono attribuibili  agli effetti fisiologici di una sostanza o di altra condizione medica.
  • Il disturbo non è meglio giustificato da sintomi di altri disturbi mentali. ( DSM-IV).

DOC: cosa c’è dietro?

Sulle cause del disturbo che stiamo trattando non sembra esserci una grande letteratura.

Dal punto di visto psicologico però sembrano esserci delle evidenze che affermano come alla base ci possano essere delle esperienze negative vissute in passato.

Tra i fattori di rischio per l’insorgenza di tale disturbo sembrano esserci alcuni elementi, come un elevato senso di responsabilità o sentimenti di colpa, spesso dovuti ad un’educazione troppo severa o rigida, caratterizzata da punizioni esagerate.

Questi fattori sembrano ricoprire un ruolo centrale per quanto riguarda l’insorgenza del Doc.

Secondo le teorie di natura cognitiva,  alla base dei pensieri ossessivi sembra esserci il modo in cui i soggetti si relazionano con i loro pensieri.

Cosa significa quanto detto? 

Che nello specifico chi manifesta pensieri intrusivi, ovvero le ossessioni, mostra un’eccessiva preoccupazione riguardo la natura dei propri pensieri, facendo fatica a cogliere quella che è la differenza tra un pensiero e una vera azione.

Secondo questa teoria, questo errore cognitivo, definito fusione-pensiero-azione (Berle & Starcevic, 2005) sarebbe una delle principali cause del disturbo.

Ma la questione non si chiude certo qui: oltre alle cause di natura psicologica appena viste, sembrano esservi anche della cause di natura biologica.

Da alcuni studi effettuati su gemelli omozigoti ed eterozigoti si è evinto come alla base del disturbo possa esservi anche una predisposizione genetica.

Inoltre da altri studi condotti su famiglie di pazienti con doc, è stato evidenziato come i familiari abbiano un alto e maggior rischio di svilupparlo, rispetto alla restante popolazione.

Il decorso e varie ripercussioni del Disturbo Ossessivo Compulsivo 

Il decorso ossessivo compulsivo tende a cronicizzarsi,  con fasi però  di miglioramento che si alternano a fasi di peggioramento.

L’esordio del disturbo è perlopiù in età giovanile: colpisce dunque maggiormente persone giovani, con una lunga  aspettativa di vita, quindi.

Questo però non significa che non ci siano delle conseguenze importanti:  proprio perché i soggetti hanno un’età giovane, spesso sono impossibilitati a vivere una vita “normale”,  arrivando a compromettere diversi ambiti della loro vita, come  lo studio, il lavoro e una probabile relazione.

Non stupiamoci dunque se chi ha il doc, spesso arriva a rinunciare a  diplomarsi o laurearsi.

In un certo senso possiamo dire che il doc può  mettere a rischio la propria realizzazione personale e lavorativa e anche la propria sfera relazionale, amicale.

Secondo alcuni dati sembrerebbe che la metà dei pazienti affetti da doc non riesca a far durare un rapporto di coppia.

Le conseguenze, però, possono poter riguardare anche la famiglia dei pazienti: in che senso? 

I soggetti con doc possono poter presentare sintomi così pervasivi tanto da diventare invalidanti non solo per se stessi, ma anche per il funzionamento della propria famiglia.

Facciamo un esempio concreto: spesso per riuscire a contenere il disagio di un congiunto con Doc, un familiare  può arrivare, sentendosi costretto da un punto di vista emotivo, ad assecondarlo, mettendo  in atto quei rituali tipici dei disturbo.

Ciò con l’andar del tempo non può che portare a delle conseguenze in termini di qualità di vita, non solo per il paziente, ma anche per chi gli sta intorno.

Consigli e Strategie per gestire il DOC

Sicuramente la persona affetta da doc deve essere seguita da un professionista per poter intraprendere una terapia adeguata.

Ma ci sono dei consigli che un affetto di Doc può seguire? Certo che si e a breve cercheremo di vederne alcuni.

Proprio perché la famiglia è parte integrante di tutto questo, cercheremo di dare dei piccoli suggerimenti utili a chi appunto si ritrova a dover “gestire” un soggetto con un disturbo ossessivo compulsivo.

Iniziamo con i consigli utili ai soggetti con il doc.

Consigli per chi ha un disturbo ossessivo compulsivo

  •  Impariamo a smettere di evitare: come abbiamo visto,chi arriva a sperimentare delle ossessioni, di conseguenza arriva a mettere in atto delle azioni. Spesso però le stesse possono risultare così estenuanti, che il soggetto, come auto-difesa, può arrivare ad evitare tutte  quelle situazioni che potrebbero innescare le compulsioni stesse.

Questo è sbagliato. Seppur in un  primo momento l’evitamento sembri portare a provare  una sensazione di sollievo, a lungo andare porta solo alla creazione di un circolo vizioso da cui può poter essere difficile uscire.

A tal proposito è importante “evitare di evitare”, poiché evitando una situazione, non farete altro che alimentare le vostre ansie  e il vostro problema.

  • Riportate su un foglio i vostri pensieri: avete spesso e volentieri dei dubbi rispetto ad un gesto che avete compiuto ?

Vi chiedete spesso se avete chiuso il gas o se avete lasciato tutto in ordine? Bene, prendete carta e penna e mettere tutto bianco su nero.

Provate  insomma a stilare una lista, riportando quelli che sono  i vostri pensieri più ricorrenti o i vostri dubbi seguiti dalle relative risposte. 

Non  potrete che appurare come ciò possa regalarvi grande sollievo.

La scrittura d’altronde ha un grande potere terapeutico.

Perché non provare?

Consigli per la famiglia

Ora proviamo a dare qualche suggerimento a chi è vicino a chi è affetto da doc.  Cosa può fare un familiare per gestire un parente con doc?

  • Non date spiegazioni: se avete di fronte vostro marito che manifesta pensieri ossessivi e comportamenti compulsivi, non tentate di spiegargli quanto questi siano irrazionali o senza fondamenta.

Tutto questo non può che contribuire a incrementare il tutto, ma soprattutto verrebbe meno la fiducia nei vostri confronti.

Insomma, evitate di convincere un soggetto con il doc dell’infondatezza delle sue ossessioni e compulsioni. E’ inutile!

  • Evitare di aiutare in modo sbagliato: poco fa abbiamo detto che spesso i familiari tendono ad assecondare un parente con il doc, trovandosi coinvolti nei loro stessi rituali. Seppur si abbiano delle buone intenzioni, questo non  allevia ala sofferenza della persona, anzi, la peggiora. Evitate dunque di “aiutarla” in questo modo, ma nello stesso tempo non fomentate sensi di colpa.
  •  Mettere in risalto eventuali cambiamenti: come abbiamo visto chi soffre di doc sperimenta ossessioni e compulsioni e questo può poter essere davvero invalidante. Chi ha questo disturbo tenta con tutte le sue forze, per quanto possibile, di uscirne. Spesso questo è motivo di ulteriore sofferenza, perché i risultati arrivano in modo lento. Per questo è fondamentale che i familiari sostengano ogni minio  cambiamento positivo, ogni piccolo passo in avanti fatto.

Questi sono soggetti che hanno bisogno di essere incoraggiati, soprattutto nei periodi di ricaduta.

La parola d’ordine? Supporto!

Riflessioni conclusive

Insomma il Doc è un disturbo che può essere davvero invalidante per chi ne soffre e per chi sta intorno a chi ne soffre.

Come abbiamo visto è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni: queste ultime sicuramente aiutano la persone affette ad avvertire una sensazione di controllo.

Ma parliamo di un apparente controllo e l’abbiamo ampiamente visto, poiché così facendo non si fa altro che contribuire alla formazione di credenze errate secondo cui potranno essere allontanate le proprie ansie, se vengono messi in atto degli specifici rituali.

Ovviamente questa è solo un’illusione e spesso per arrivare a rendersene conto è necessario rivolgersi ad un professionista.

D’altronde, questo disturbo, come altri, presuppone sempre una cosa fondamentale: prendersi cura di se stessi.

E  voi, amate prendervi cura di voi?

Dott.ssa Alessia Pullano
Psicologa

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