Divorzio: Quali Problemi Affrontano i Figli

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In questo articolo analizziamo i problemi psicologici che affrontano i figli durante un divorzio.

Alcuni autori nello specifico suggeriscono che il modo con il quale i bambini si adattano alla separazione dei genitori dipende per lo più da come i genitori stessi gestiscono questo processo 

(Emery e Forehand,1994)

Spesso, quando si parla di divorzio, alcune tematiche restano in secondo piano.

Insomma capita sempre più spesso di sentir parlare di questioni che riguardano la coppia, come la relazione che si riesce ad instaurare tra i due partner oppure di tutte le questioni economiche che, inevitabilmente, il divorzio riporta a galla.

Il momento del divorzio, però, non interessa soltanto la coppia che, quindi, decide in modo più o meno consensuale di terminare la propria relazione; questo momento interessa tutto il nucleo familiare e, quindi anche i figli, i quali si ritrovano ad esserne ampiamente coinvolti.

Come potrebbe essere altrimenti!

Ma quali sono i problemi che affrontano i figli durante questa fase? E soprattutto come possono gli adulti aiutare i figli ad affrontarli? 

Oggi cercheremo di mettere in risalto tutto questo, poiché è fondamentale capire quanto i genitori possano realmente fare la differenza in queste situazioni.

D’altronde la salute mentale e fisica dei figli dipende dal modo in cui gli adulti gestiscono questa fase di cambiamento. 

Continuiamo a leggere, quindi, per saperne di più.

Divorzio: quanto impatta sui figli?

Come già abbiamo accennato, quando una coppia decide di lasciarsi, tutto il nucleo familiare è interessato; questo perché, ovviamente, si tratta di un cambiamento che non riguarda soltanto la coppia ma anche, e soprattutto, la famiglia.

Spesso coloro che soffrono maggiormente per questa situazione sono proprio i figli che, ancora più spesso, vengono trascurati e poco considerati.

Con questo ovviamente non si vuol dire che i genitori non facciano bene a lasciarsi nel momento in cui si rendono che le cose non vanno più bene o, semplicemente, quando l’amore finisce; anzi, è esattamente il contrario.

 Vivere in un ambiente conflittuale e poco sereno sicuramente ha delle ripercussioni notevoli.

Questo è stato messo ben in luce da uno studio del 1968 svolto in California; cosa è stato osservato?

In pratica è stato messo in evidenzia come i figli di genitori separati inizino a sviluppare problemi comportamentali o comunque disagi di diverso tipo ancor prima della separazione. 

Questo ci fa capire quanto, in realtà, vivere in un ambiente poco sano determini effetti estremamente negativi sui bambini ed ecco perché, spesso, la separazione è una buona decisione da prendere.

Indubbiamente, però, bisogna anche considerare che il divorzio porta con sè un grande cambiamento per chi deve affrontarlo; questo non significa che necessariamente chi lo subisce avrà psicopatologie o traumi. 

Semplicemente è una fase di transizione, anche traumatica che comporta un cambiamento radicale per un bambino, soprattutto se dovrà cambiare casa, quartiere, scuola o addirittura città. 

A ciò si aggiunge il fatto che con il divorzio il bambino dovrà accettare l’idea di non avere più nella sua vita quotidiana uno dei propri genitori, ovvero uno dei suoi punti di riferimento. 

Tutto ciò non deve e non può essere dimenticato o semplicemente ignorato, tenendo conto del fatto di una cosa fondamentale: spesso, il bambino ha bisogno di circa un anno per metabolizzare e affrontare tutti questi nuovi cambiamenti. 

Ed è proprio in questo anno che il bambino potrebbe avere comportamenti strani o diversi dal solito, del tutto normali però se vengono contestualizzati alla situazione che vive.

Per questo bisogna essere molto attenti e non lasciarlo mai da solo.

Quali sono i problemi che devono affrontare i figli?

Come già ribadito, il divorzio comporta un vero e proprio cambiamento che, spesso, può tramutarsi in un vero e proprio trauma per il bambino, soprattutto se non viene gestito ottimamente dalle famiglie e dagli adulti di riferimento. 

I problemi che i bambini dovranno affrontare in questo momento della loro vita sono, indubbiamente, differenti e cambiano soprattutto in relazione all’età.

 Come afferma anche lo psicologo Carl Pickhart:

Fondamentalmente, il divorzio tende a intensificare la dipendenza del bambino e accelerare l’indipendenza dell’adolescente; spesso provoca una risposta regressiva nei bambini e unarisposta aggressiva negli adolescenti”.

Questo già riassume come, effettivamente, il divorzio impatti a seconda dell’età. Vediamo i dettagli qui di seguito,

La fase infantile (0-5 anni)

Se il divorzio avviene quando il bambino è molto piccolo, le reazioni e le problematiche saranno ovviamente differenti. 

Durante i primi anni di vita, fino ai 3 anni circa, il bambino non riesce a comprendere appieno cosa stia avvenendo o semplicemente cosa sia il divorzio.

Questo, però, non significa che è ignaro di tutto ciò che avviene intorno a lui; in questa fase, infatti, i bambini sono sintonizzati a quelli che sono gli stati emotivi dei propri genitori che diventano l’elemento fondamentale del loro benessere.

Ecco perché, sicuramente, il bambino riesce a comprendere che qualcosa sta cambiando e percepisce gli stati d’animo negativi dei propri genitori. 

A ciò si aggiunge l’assenza di uno dei genitori che, ovviamente, può seguire la fase di separazione: anche ciò viene compreso dal bambino.

Ecco perché spesso un figlio arriva a percepire e a provare uno stato di abbandono. 

Nella fase che va dai 3 ai 5 anni, i bambini riescono a comprendere maggiormente cosa sia il divorzio e sono molto interessati a ciò che avviene; in questa fase, però, è presente ancora l’egocentrismo tipico delle prime fasi di vita ed è per questo che il bambino può arrivare a pensare che il divorzio sia avvenuto per colpa sua. 

Anche in questa fase il bambino può sentirsi abbandonato o può avere paura di un vero e proprio abbandono; infatti aumenta il senso di dipendenza dal genitore.

In questa fase, quindi, il bambino deve riuscire a comprendere che non è lui la causa del divorzio e deve riuscire a mantenere attiva la relazione con entrambi i genitori.

L’età scolare

Durante questa fase il bambino comprende cosa sta avvenendo e capisce anche cosa sia il divorzio e cosa comporta. Questo, ovviamente, non significa che il bambino sia esente da paure e difficoltà; principalmente percepisce un senso di abbandono e di perdita di un proprio punto di riferimento, ossia il genitore, e ciò ovviamente può determinare anche un’insicurezza a livello personale. 

In questa fase sicuramente il bambino deve riuscire a capire che, nonostante il genitore non sia presente costantemente nella sua vita, come accadeva prima, nulla in realtà è cambiato nei sentimenti e nella relazione. Questo spesso non è facile, soprattutto se di mezzo ci sono conflittualità tra genitori e le rispettive famiglie.

L’adolescenza

In questa fase il divorzio diviene un elemento aggiuntivo che può disorientare e complicare la vita dell’adolescente. 

Questa fase di vita, infatti, è di per sé ricca di cambiamenti e problematiche: in questo caso, quindi, il divorzio diviene un cambiamento aggiuntivo da dover affrontare. 

Il ruolo dei genitori in questa fase è cruciale, perché l’adolescente sente il bisogno di una maggiore indipendenza ma, allo stesso tempo, ha bisogno dell’adulto, come punto di riferimento, a cui affidarsi e verso cui rispecchiarsi.

 In questa fase, quindi, il divorzio può essere problematico da accettare, perché determina l’allontanamento verso un genitore: questo crea insicurezza nell’adolescente. 

Ecco perché, spesso, l’adolescente può rifugiarsi in comportamenti problematici oppure chiudersi eccessivamente in Sé stesso.

In questa fase, quindi, l’adolescente deve riuscire a superare questa fase di cambiamento, cercando di mantenere viva la relazione con entrambi i genitori e cercando di vederli sempre come il proprio punto di riferimento nonostante i cambiamenti avvenuti.

Conseguenze possibili sui figli

Ma cosa può portare, concretamente, il divorzio? Quali conseguenze ci possono essere?

 Se ci riferiamo ai diversi studi condotti a tal proposito, non possiamo non renderci conto di come un evento di questo tipo, arrivi a influenzare la vita dei figli di genitori separati.

Lasciamo parlare i dati, per capire meglio di cosa stiamo parlando.

Sembrerebbe che circa il 25% dei figli minorenni di divorziati non riesca a portare a termine la scuola superiore. Sembra inoltre che la metà dei figli divorziati arrivi a manifestare problemi di dipendenza dall’alcol o altre droghe.

Da ulteriori studi si  evince inoltre che i figli che crescono in famiglie separate hanno maggior probabilità di ammalarsi.

Non solo. Da altri studi si è evidenziata una cosa davvero sconcertante: sembrerebbe che la separazione dei propri genitori arrivi a causare scompensi maggiori della morte dei genitori: problemi emotivi, depressione, ansia, fobie.

Insomma tutto ciò che si manifesta a seguito della perdita di uno o entrambi i genitori, a causa  di un vero e proprio lutto. Ma la causa di tutto è il divorzio in sé o c’è dell’altro?

La vera causa delle difficoltà emotive e comportamentali viste non è tanto da associare all’avere o meno dei genitori separati, ma tanto al modo in cui questi gestiscono il tutto.

Cosa fare? Consigli utili

Come abbiamo visto, in relazione all’età, il divorzio determina difficoltà differenti che, quindi, il bambino deve riuscire ad affrontare ottimamente. 

Inoltre diverse sembrano essere le conseguenze derivanti, anche a livello comportamentale e non solo.

Come abbiamo visto, però molto dipende dal modo in cui viene gestita la separazione: insomma molto dipende dal fatto se si hanno genitori in conflitto o meno.

Detto questo, cosa si può fare in questi casi? Cosa possono fare, quindi, i genitori per aiutare i propri figli ad affrontare questa nuova fase di vita, al fine  di attutire il colpo?

Sicuramente devono assumere fino in fondo il ruolo dei genitori: ovvero devono sapersi comportare da persone  adulte e mettere al primo posto il bene dei propri figli.

Come possono farlo? Vediamo qui di seguito  alcuni  suggerimenti  utili, anzi indispensabili.

Comunicazione : non deve assolutamente mancare

La chiave di ogni cosa è sicuramente la comunicazione; questo è ancor più vero quando si vivono situazioni difficili come il divorzio. 

Quello che bisogna sicuramente fare è riuscire a comunicare: i genitori devono cercare di spiegare i motivi alla base del divorzio, rassicurare il bambino rispetto ad alcune paure che può sperimentare e, soprattutto, fargli capire che la colpa del divorzio non è sicuramente sua. 

Per poter riuscire a comunicare nel miglior modo possibile una decisione di questa portata, è fondamentale che la stessa venga comunicata dagli stessi genitori, con un certo preavviso.

Il preavviso dipende dall’età del figlio: se si tratta di un bambino  sotto la preadolescenza bastano due o tre settimane di anticipo rispetto alla vera e propria separazione,per gli adolescenti può poter essere necessario un periodo più lungo, circa 4-5 settimane di anticipo, poiché a questa età si affrontano le cose diversamente.

La comunicazione, però, non deve essere unilaterale: insomma anche il figlio deve comunicare con i propri genitori.

Questo, spesso, può essere più complicato di quanto si pensi, perché spesso il bambino può sentirsi inadeguato o inopportuno. 

Essenziale, però, è condividere col proprio genitore ciò che si prova e ciò che si percepisce; allo stesso modo, utile è comunicare ciò che fa star male, ad esempio le conflittualità tra i genitori o la poca presenza di uno di essi.

 In questo modo il figlio può diventare la guida per i genitori che, ovviamente, vivono questa situazione per la prima volta. 

Mantenere attiva la routine

Un buon modo per aiutare il proprio figlio ad affrontare questa fase di cambiamento è cercare di mantenere attive le abitudini che si avevano prima del divorzio stesso.

 Fondamentale è che entrambi i genitori siano presenti, nonostante la distanza fisica, e che ci siano momenti di condivisione, gli stessi che si avevano anche prima del divorzio. 

Questo ovviamente è fondamentale perché aiuta il bambino a capire che, nonostante il cambiamento, le cose non sono cambiate troppo e ciò permette di mantenere vivo il senso di sicurezza soprattutto rispetto alla sua vita e ai suoi genitori. 

Non denigrare l’altro genitore

Importante quando ci si separa  è ricordarsi di non denigrare mai la propria ex compagna: insomma seppur l’amore sia finito, non bisogna dimenticare che dall’altra parte abbiamo la madre o il padre di nostro figlio/a. 

Per la serenità mentale di quest’ultimo, è fondamentale non parlare male dell’altro genitore in sua presenza o peggio ancora portarlo a dover scegliere.

Perché una della paure più grandi di un figlio di genitori separati è proprio questa: “a chi devo volere più bene”?”.

Per questo è necessario cercare di valorizzare i punti di forza dell’altro genitore: un bambino ha bisogno di questo e non di sentirsi  in balia di un conflitto.

“Le coppie di divorziati non hanno più niente in comune ma continuano a odiarsi, anzi: a bisticciare come bambini”, spiega Marco Soprano, psicologo dell’associazione Gesif (Genitori separati insieme per i figli).

Bene, questo non dovrebbe succedere, soprattutto in presenza dei propri figli.

Lo stesso continua “Non si deve sfogare sui figli la rabbia che si prova per l’ex coniuge, non si deve chiedere loro, magari con tono indagatorio, se l’ex partner ha un nuovo compagno, per esempio”.

Insomma è importante conservare un clima sereno in cui non c’è posto per i conflitti, i dubbi, le domande e le inquisizioni.

Un bambino o un figlio ha bisogno di altro: ha bisogno di essere rassicurato e amato.

Riflessioni conclusive

Il divorzio può poter rappresentare un momento delicato per chi si separa, ma soprattutto per i figli.

I figli, in un certo senso, a causa di questo evento si ritrovano a dover accettare una realtà scomoda che non dipende certamente da loro, anche se spesso arrivano a sentirsi anche in colpa per  questo.

Come abbiamo avuto modo di vedere il divorzio può avere delle ripercussioni sui figli, in base alla loro età : conoscerle è importante, poiché solo con l’aiuto dei loro genitori possono riuscire a fronteggiare una situazione come questa.

D’altronde come sottolineato poco fa, spesso alla base delle diverse problematiche riscontrate dai figli non c’è solo la separazione in sé, ma anche la modalità in cui questa avviene.

In un certo senso “separarsi bene”, porta a proteggere i figli da eventuali problemi: e non è forse questo il dovere di ogni genitore?

Proteggere i propri figli, sempre e comunque?

Dott.ssa Alessia Pullano
Psicologa

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