Dipendenza affettiva: Come Uscirne

Indice dei Contenuti

In questo articolo analizzeremo la dipendenza affettiva e le metodologie per uscirne.

E’ assolutamente normale cercare la vicinanza del proprio partner quando si è innamorati ed è altrettanto naturale fornire la propria disponibilità quando l’altro ha bisogno di noi.

Si tratta di un meccanismo che affonda le radici nella nostra infanzia, quando eravamo piccoli ed avevamo bisogno di qualcuno che ci sostenesse e supportasse, che salvaguardasse la nostra vita fornendoci il cibo per sopravvivere e che fosse anche in grado di fornirci quel “cibo dell’anima” che solo l’amore e la comprensione possono darci.

I nostri genitori e soprattutto nostra madre, o chi ne ha fatto le veci, sono stati per la maggior parte di noi indispensabili per la nostra crescita, sia fisica che emotiva.

Ma quando si cresce e si diventa adulti, è normale staccarsi dal nido familiare che ci ha aiutati a crescere per esplorare il mondo, per conoscere altre persone e magari anche qualcuno che possa diventare il nostro partner.

Ecco quindi che da adulti cambiano i nostri punti di riferimento: mentre da piccoli dipendevamo dalla mamma per ricevere nutrimento e amore, da grandi sappiamo ormai procurarci il cibo da soli, mentre sono le relazioni affettive a darci sostegno, che si tratti di amici o di qualcuno che ci ama.

Le relazioni mostrano segni problematici quando, però, ricerchiamo in modo eccessivo la vicinanza di qualcuno, sia il nostro compagno o un amico. Senza sapere il perché, scattano in noi dei meccanismi inconsci che ci fanno ricercare con affanno e con angoscia crescente il sostegno di qualcuno, la sua vicinanza, il suo amore.

Sembra quasi che l’altro per noi sia diventato indispensabile, neanche fosse una droga: se non lo sentiamo o non lo vediamo ci sentiamo male, soli e abbandonati e facciamo di tutto per tenerlo legato a noi, a costo di stancarlo e di causare pur senza volerlo la fine della relazione.

Molto probabilmente si tratta di Dipendenza Affettiva.

Che cosa è la Dipendenza Affettiva

Possiamo pensare alla dipendenza affettiva come ad una linea retta.

L’indipendenza emotiva poggia su una estremità. Chi è completamente ed eccessivamente indipendente, infatti, resiste ad ogni tipo di supporto emotivo, e preferisce anzi fare fronte da solo ai propri bisogni emotivi o, addirittura, li ignora completamente.

Le relazioni interdipendenti, che rappresentano il tipo più sano di interazione, si trovano nel mezzo di questa linea. Interdipendenza significa essere in grado di riconoscere i propri bisogni emotivi e fare il possibile per soddisfarne molti.

Quando non si riescono a soddisfare tutte le nostre necessità, è normale cercare il proprio partner: possiamo dire quindi che chi ha un tipo sano di relazione cerca il proprio compagno o compagna per il soddisfacimento di alcuni – ma non di tutti – i propri bisogni affettivi.

Dall’altra parte della linea retta c’è invece la dipendenza emotiva. Chi si trova in questa condizione, di solito fa affidamento sul proprio partner per riempire quasi tutti i vuoti, per soddisfare quasi tutte le proprie esigenze. Quando ad esempio questi individui sono angosciati o in difficoltà, si rivolgono subito ai loro compagni ancor prima di cercare di gestire da soli queste spiacevoli emozioni.

Se vi capita spesso di sentirvi come se non poteste vivere senza l’aiuto e la vicinanza, il supporto del vostro partner, potreste avere sviluppato una dipendenza emotiva, segno che la vostra relazione è improntata su un modello malsano di dipendenza.

I Segni della dipendenza Affettiva

Se vi riconoscete nella maggior parte di queste affermazioni, potrebbe significare che siete vittime di dipendenza affettiva.

Eccone alcune:

Le differenze tra la Dipendenza emotiva e la Codipendenza

  • avete una visione idealizzata del vostro partner e/o della relazione che state vivendo
  • siete convinti che la vostra vita non abbia senso senza di lui o lei
  • siete certi di non poter trovare la felicità o la sicurezza da soli
  • avete una paura esagerata e persistente di essere rifiutati
  • sentite il bisogno di essere rassicurati costantemente
  • quando passate del tempo da soli provate ansia e senso di vuoto
  • avete bisogno degli altri o del partner per costruire la vostra autostima e la fiducia in voi stessi
  • provate spesso sentimenti di gelosia o di possessività
  • avete molte difficoltà a fidarvi dei loro sentimenti per voi, ovvero dubitate che vi vogliano bene veramente

Se avete vissuto storie di codipendenza o esistono dei casi nella vostra famiglia, potreste avvertire alcune sovrapposizioni tra una sintomatologia e l’altra, anche se tra dipendenza e codipendenza ci sono delle differenze, vediamo meglio quali sono.

La codipendenza si verifica soprattutto quando trascuriamo e mettiamo in secondo piano le nostre naturali necessità quotidiane per dedicarci esclusivamente ai bisogni di qualcun altro, solitamente si tratta di qualcuno a cui siamo emotivamente molto legati e che quindi ci è molto a cuore.

La dipendenza emotiva può assomigliare alla codipendenza se chi ne è affetto è solito trascurare le proprie esigenze per prendersi cura esclusivamente dei bisogni del proprio compagno o compagna. Questo, come abbiamo visto, avviene principalmente per la paura di perderlo, di rimanere da soli e di perdere il proprio punto di riferimento.

Come ci colpisce

Abbiamo già detto che la difficoltà di soddisfare i propri bisogni emotivi può avere un forte impatto sulle relazioni sentimentali, ma dobbiamo anche sottolineare che gli effetti negativi di questa forma di dipendenza spesso si estendono sino ad investire quasi tutte le aree della vita di un individuo.

Facciamo qualche esempio:

Problemi di relazione

Per la maggior parte dei casi, la dipendenza emotiva non apre la strada a relazioni sane.

Chi è dipendente dal punto di vista emotivo generalmente sente il bisogno profondo di essere continuamente rassicurato e sostenuto dal proprio compagno, praticamente per tutti gli aspetti che riguardano la vita, siano essi decisioni importanti da prendere che piccole sfide di tutti i giorni.

Questi individui possono ad esempio fare al proprio partner delle richieste continue e soffocanti come domandare spesso:“Mi ami?” “Ti sto disturbando?” “Vuoi davvero passare del tempo con me?”

Come ti sembro?” ed avere bisogno di rassicurazioni continue sull’innamoramento dell’altro, chiedendo quasi sempre “Non vuoi rompere, vero?”

Chi infatti prova spesso sentimenti di insicurezza, ha bisogno di sapere che il compagno lo approva e lo ricambia incondizionatamente, in modo da sentirsi bene con se stesso. Questa esigenza può innescare la paura di ciò che potrebbe accadere se si venisse lasciati o se l’altro smettesse di fornire le rassicurazioni di cui egli ha bisogno.

Queste paure di essere abbandonati, a loro volta possono portare il dipendente a cercare di controllare i comportamenti del partner per tenerlo vincolato a sé.

Ma cercare di tenere le persone sotto il proprio controllo, oltre che essere una pratica molto difficile da mettere in pratica, di solito fallisce.

Questo perché chi si sente manipolato o impossibilitato a fare le proprie scelte potrebbe finire per desiderare la fine della relazione, sentendosi ingabbiato.

Ciò che sta alla base delle motivazioni di chi soffre di dipendenza emotiva è l’avere vissuto molte relazioni che sono fallite, soprattutto nel corso dello sviluppo infantile.

Energie… sprecate

La dipendenza nelle relazioni fa sperimentare a chi ne soffre un livello elevato di disagio e di stanchezza, un prosciugamento delle energie vitali.

Una preoccupazione costante per il futuro della propria vita di coppia e aspettative di essere lasciati perché il partner non ci ama abbastanza sono spesso alla base dei pensieri automatici e dei rimuginii di chi è dipendente.

Ansia e disagio prendono il sopravvento soprattutto quando non ci si trova in compagnia del proprio oggetto del desiderio, e soprattutto a causare una grande sofferenza è la grande quantità di tempo che si passa a farsi domande e a fantasticare su ciò che sta facendo l’altro e se ci ama ancora. Spesso si aggiungono idee di tipo paranoico, come il timore di essere derisi o presi in giro dal compagno quando è in compagnia di altre persone.

Queste fissazioni possono esercitare un livello di sollecitazione notevole al nostro organismo, che sotto l’ondata dello stress si indebolisce.

Cosa può fare lo stress

Livelli elevati di stress possono avere ricadute sia sul nostro modo di vivere che nel modo in cui esprimiamo le nostre emozioni. Ecco alcuni segni di stress:

  • – cambiamenti improvvisi di umore
  • – umore persistentemente triste o sentimenti di inadeguatezza e depressione
  • – scoppi di rabbia o tristezza, da cui possono scaturire pianti o urla
  • – esprimere fisicamente i sentimenti di rabbia, acting-out come esercitare atti di violenza verso persone o oggetti
  • – sintomi somatici, tra cui elevata tensione muscolare, disturbi digestivi e crampi allo stomaco, sensazione di nodo in gola e mal di testa
  • – Scarsa cura di sé ed igiene

Se ci si affida esclusivamente al partner o a qualcuno per ricevere il supporto psicologico di cui sentiamo di avere bisogno, mettiamo a rischio la nostra salute sia mentale che fisica e perdiamo la possibilità di scoprire i molti modi in cui possiamo essere noi stessi a fornirci l’aiuto che ci serve.

Non è infatti per nulla realistico aspettarsi che sia qualcun altro a prendersi cura di noi: non siamo più bambini, e cercare a tutti costi qualcuno che soddisfi tutti i nostri bisogni, in qualsiasi momento, rivela un modalità prettamente infantile di gestire il proprio mondo affettivo. Ecco perché è molto importante essere in grado di mettere in atto delle adeguate strategie di copingsu cui si sa di potere contare quando gli altri non sono disponibili.

Un altro aspetto da approfondire riguarda anche il forte disagio emotivo che si sperimenta quando gli altri non riescono a soddisfare le nostre esigenze: spesso nel dipendente si scatenano pensieri ricorrenti ed automatici che occupano la maggior parte del proprio spazio mentale. Il risultato è l’impossibilità di dedicarsi a se stessi e di condurre delle attività piacevoli come trascorrere del tempo con amici e altre persone care, cose che ci permetterebbero di dedicarci ai nostri bisogni affettivi.

Come superare la dipendenza affettiva

Se vi siete riconosciuti nella descrizione che abbiamo fornito, niente paura. Fondamentale è essere onesti con se stessi: dopo avere accettato e compreso che si potrebbe soffrire di questa dipendenza, è essenziale agire per affrontare il problema.

Consultate innanzi tutto uno Psicologo, che saprà sicuramente fornirvi l’aiuto di cui avete bisogno.

Successivamente, potete mettere in atto alcune indicazioni e suggerimenti che vi forniamo, che vi possono aiutare ad identificare e soddisfare al meglio i vostri bisogni emotivi.

Mettiti più a tuo agio con le tue emozioni

Il primo passo per soddisfare i bisogni emotivi implica imparare a riconoscere le nostre emozioni mentre le stiamo vivendo. Non facciamoci problemi se all’inizio farlo ci sembra impegnativo, infatti è piuttosto normale avere problemi e crogiolarsi nelle sensazioni negative piuttosto che affrontarle per risolverle.

Potremmo considerare che la vita include sia alti che bassi. Senza il male, non potremmo essere in grado di riconoscere ed apprezzare il bene: le emozioni che ci sembrano negative hanno la stessa importanza di quelle positive perché ci veicolano dei messaggi e ci aiutano a capire quando le cose non vanno bene.

Quindi, invece di nasconderci e di evitare o negare questi sentimenti, o affidarci a qualcuno che li scacci per noi, entriamo invece in contatto con il nostro senso di curiosità. Chiediamoci cosa ci stanno dicendo queste sensazioni fastidiose.

Per saperne di più su voi stessi e sulle vostre emozioni, potete provare a praticare la meditazione,

che può consistere anche nel trascorrere del tempo immersi nella natura, nel passare del tempo da soli, per prenderci carico dei nostri bisogni emotivi

Quindi, ora che ne sapete di più sulla vostra mentalità emotiva , cosa potete fare al riguardo?

Affermate e dite a voi stessi che vi sentite come se il vostro partner vi avesse trascurati. Vi sentite gelosi, soli o non amati. Ma invece di cercare rassicurazioni negli altri, considerate invece la situazione da una prospettiva diversa: in questo modo, potrete riuscire a soddisfare le vostre esigenze più profonde di rassicurazione e sicurezza.

Provate a concentrarvi su ciò che vi diverte:

  • passare del tempo con gli amici al di fuori della relazione
  • esplorare i vostri interessi
  • trovare il tempo per rilassarvi
  • praticare la cura di sé
  • esplorare i vostri punti deboli e quelli di forza

Potreste notare che alcune cose innescano comportamenti che sonoemotivamente dipendenti.

Per esempio:

Vi ritrovate a cercare rassicurazione soprattutto quando avete a che fare con fonti esterne di stress, come i problemi sul lavoro o difficoltà relazionali con gli amici.

La vostra autostima si abbassa completamente quando commettete un errore e dipendete totalmente dall’approvazione degli altri per riuscire a rialzarvi.

Vi sentite rifiutati e temete di perdere l’amore del partner o delle persone a voi care quando trascorrono molto tempo con qualcun altro.

Identificare fattori scatenanti specifici può aiutarvi a mettere in atto le vostre strategie di coping, sia che si tratti di confidare ad un amico come vi sentite che di mettere in atto un dialogo interno con voi stessi. Questo vi aiuterà a ricordare quali sono i vostri punti di forza e a ricordare anche i vostri successi.

Parlate con un terapeuta

Quando si tratta di identificare e rompere degli schemi a lungo consolidati, lavorare con uno Psicologo può avere molti importanti vantaggi.

La dipendenza emotiva spesso si ricollega all’infanzia. La mancanza di un attaccamento sicuro nei confronti di uno dei vostri genitori o di chi si prendeva cura di voi può avervi predisposti a sviluppare problemi di attaccamento nelle relazioni adulte. Alcuni stili di attaccamento insicuro o dipendente possono svolgere un ruolo importante nella dipendenza emotiva.

Come fare se è il partner a soffrire di dipendenza affettiva

Avere un partner emotivamente dipendente può essere molto faticoso. Vi farebbe piacere poter essere sempre presenti per lui, ma non potete rinunciare alla vostra vita e alla vostra indipendenza.

Ci sono alcuni modi in cui potete riuscire ad offrire supporto tenendo contemporaneamente al sicuro i vostri bisogni.

Stabilite dei limiti

I confini sono necessari in tutte le relazioni. Se non si hanno dei confini definiti in modo chiaro, diventa difficile (se non impossibile) per chiunque ottenere ciò di cui ha bisogno. Supponiamo ad esempio che il vostro partner abbia l’abitudine di chiamarvi al lavoro tutte le volte che è in difficoltà: sicuramente vorreste aiutarlo, ma al contempo non riuscite a portare a termine il vostro lavoro e siete giustamente preoccupati di essere ripresi dai vostri superiori.

Impostare un confine può aiutare. Potreste dire: “Mi preoccupo per i tuoi problemi, ma devo anche lavorare. Invece di chiamare, mandami un messaggio scritto, in questo modo appena ho un momento libero ti posso rispondere. “

Se invece il compagno/a vuole trascorrere con voi tutto il suo tempo libero, mentre voi sentite il bisogno di frequentare anche i familiari o gli amici, provate a dirgli: “Mi piace moltissimo passare del tempo insieme a te, ma stabiliamo un limite di quattro giorni alla settimana. Anche il tempo che passiamo da soli è importante. “

Chiedi ciò di cui hai bisogno

“Ho bisogno di un po ‘di tempo per me stesso subito dopo il lavoro. Dopodiché, mi piacerebbe passare del tempo a con te “.

Cercate sostegno insieme

Se il partner continua a soffrire di dipendenza affettiva, potrebbe trovare molto utile una terapia individuale. Anche un terapista di coppia può comunque aiutare.

La terapia infatti offre uno spazio sicuro e privo di giudizi in cui si può parlare alla pari dei propri bisogni relazionali, dei confini e degli obiettivi futuri.

I comportamenti emotivamente dipendenti si sviluppano nel corso del tempo, quindi probabilmente non li migliorerete dall’oggi al domani.

Anche se è importante prendere dei provvedimenti per affrontare la dipendenza emotiva, bisogna munirsi di pazienza e compassione, sia per voi che per il vostro partner.

Dott.ssa Alessia Pullano
Psicologa

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