Difficoltà a Deglutire: Colpa dell’Ansia

Indice dei Contenuti

In questo articolo analizzeremo la difficoltà a deglutire, spesso legata all’ansia.

Il nostro corpo e la nostra mente sono indissolubilmente legati e si influenzano vicendevolmente. In virtù di quest’interdipendenza molte preoccupazioni, ansie o paure possono incidere sul nostro benessere fisico facendoci percepire fastidi somatici che ci informano che qualcosa non va.

È proprio vera la frase che dice “il corpo grida ciò che la bocca tace”.

Quando non riusciamo a dare voce a delle emozioni o a dei vissuti particolarmente pesanti, allora ci pensa il nostro corpo bussando attraverso i suoi sintomi, in cerca della nostra attenzione. 

La somatizzazione è qualcosa di molto diffuso nella popolazione ed è spesso legata all’ansia.

La difficoltà di deglutizione, quando è esclusa ogni causa medica, rientra a pieno titolo nel campo delle somatizzazioni, tecnicamente dette disturbi somatoformi.

In tal caso, essa, di origine ansiosa, è argomento della psicologia psicosomatica, e prende il nome di “bolo isterico”

Cos’è la Difficoltà a Deglutire

La difficoltà a deglutire, comunemente indicata come nodo in gola e legata all’ansia viene definita come “bolo isterico”. 

È una sensazione di blocco alla gola, la percezione di un’ostruzione che non permette di “mandar giù” la saliva.

Chi prova questa spaventosa sensazione, avverte un restringimento nella gola, precisamente nella parte posteriore della gola, come se ci fosse un corpo estraneo. A volte la sensazione aggredisce anche la respirazione non favorendola. 

La sensazione di occlusione alla gola può essere intermittente e temporanea e, il più delle volte, non interferisce con l’assunzione di cibo e acqua; questo perchè quando si ingerisce cibo i muscoli vengono stimolati in modo differente favorendone il rilassamento.

Tutto ciò ha un’origine ansiosa e la sua manifestazione aggrava l’ansia svegliando nel soggetto la paura di essere affetto da qualche grave patologia organica.

Il consiglio è di indagare sempre l’origine con un supporto medico per escludere qualsiasi tipo di fastidio di pastologia fisica e dedicarsi alla cura e al contenimento dell’ansia.

Il Nodo alla Gola: come si manifesta ?

Il principale modo di manifestarsi del bolo isterico è proprio la sensazione di occlusione e di corpo estraneo in gola che impedisce la deglutizione. Vi sono, tuttavia, altri sintomi che spesso sono in associazione.

Vi può essere presenza di tosse, o ancora dolore toracico a causa della somatizzazione dei sintomi ansiosi.

Nelle sue manifestazioni il blocco alla gola, delle volte, è talmente forte da impedire di parlare e respirare bene. Sono minuti di forte terrore per chi li vive.

Spesso questa difficoltà a deglutire si manifesta in momenti tranquilli. Non ci aspettiamo che l’ansia arrivi quando tutto sembra andare bene, compreso il nostro umore.

Invece l’ansia, agisce anche così, creando un blocco alla gola anche nei momenti tranquilli e confondendoci rispetto alla sua origine.

Il blocco alla gola spinge chi lo avverte a sviluppare una tendenza a deglutire  molto frequente.

Questa deglutizione frequente è causa di un senso di secchezza alla gola e può esacerbare disturbi gastrici (gastrite o reflusso gastro-esofageo) che a loro volta peggiorano la sensazione di occlusione alla gola.

Somatizzare a livello della Gola : Perchè ?

Abbiamo già detto che la difficoltà a deglutire può essere inserita nei disturbi di somatizzazione.

Il meccanismo che sta alla base delle somatizzazioni è la necessità della nostra mente di dare sfogo a vissuti ed emozioni molto dolorose da affrontare, spostandone la manifestazione sul  corpo e in particolare nelle zone e negli organi definiti “bersaglio”.

La scarica nel corpo da vita al sintomo organico. In quest’ottica viene spontaneo porsi una domanda: perché proprio la gola è la zona bersaglio?

Potremmo a questo punto iniziare ad immaginare insieme cosa la gola rappresenti a livello simbolico.

Mi viene in mente che quando abbiamo mal di gola non riusciamo a parlare, a comunicare agli altri ciò che vogliamo dire.

Inoltre, la gola è la zona di passaggio del cibo, noi mandiamo giù, ingoiamo e poi iniziamo la digestione. Se quello che abbiamo mangiato è masticato bene, non è troppo e non è indigesto, possiamo con facilità mandarlo giù.

In caso contrario va da sé difendersi per la propria sopravvivenza. 

La gola può rappresentare un passaggio tra ciò che portiamo dentro dall’esterno e ciò che portiamo all’esterno da dentro di noi, dal nostro mondo interiore.

Mi riferisco alle emozioni, ai sentimenti, alle esperienze, anche dolorose, alle paure.

Dunque, in un’ottica psicosomatica il nodo alla gola può informarci che c’è qualcosa dentro di noi che non riusciamo a portare fuori: potrebbe essere ad esempio un’emozione che non riusciamo a far venire a galla, che si blocca nella gola e che crea un nodo.

Anche scrittori, poeti e cantanti ne hanno parlato, di sicuro in un’ottica meno preoccupante e più romantica.

Ma quella sensazione è stata vissuta almeno una volta da tutti noi. Prendo in prestito la musica e le parole di Pino Daniele quando con l’aiuto delle note ci presentava l’effetto delle emozioni forti, nel suo caso d’amore, sul suo corpo e ci parlava della presenza di un nodo in gola: “tutte le volte che parlo di te, ho un nodo in gola e io so cos’è”.

Beh, romantico e sognatore, ma il nodo in gola può nascere da qualsiasi altra emozione inespressa che a differenza del cantautore, non sappiamo cos’è e non riusciamo a identificare.

Ma ha la stessa forza, la stessa veemenza da bloccare la gola e lasciarci confusi e in preda alla paura. 

Allo stesso modo, l’esempio fatto prima , della digestione, mi permette di usare un parallelismo per parlare di ciò che non riusciamo a mandar giù, ciò che non riusciamo ad ingoiare.

Perché è troppo, perché è pesante, perché difficile da digerire e si blocca all’altezza della gola. Ne impediamo l’accesso, per difendere noi stessi da qualcosa che ci spaventa.

Un’emozione, un vissuto, un’esperienza, che più cerchiamo di non far passare , più si ripresenta, lì all’altezza della gola, che bussa e chiede di entrare per essere digerita ed elaborata.

La gola, a livello simbolico, si trova a metà tra la testa, dunque la nostra parte razionale e la pancia, luogo degli istinti e delle emozioni.

Spesso, un blocco in questo senso, tra ragione ed emozione può essere la causa del bolo isterico. Le emozioni sono forti e la nostra mente tende a controllarle rimandandole giù.

Ciò è alla base di molti disturbi d’ansia e della manifestazione ansiosa più forte e violenta che ci sia: gli attacchi di panico.

La sensazione del corpo estraneo in gola è decisamente associata a tutto il discorso fatto finora. Il continuo deglutire per mandar giù questo corpo estraneo fa luce sull’idea di dover far proprio qualcosa che non si accetta, che non ci sta bene.

Qualcosa di imposto dagli altri o da noi stessi che non ci va di accettare. È un masso che va spostato, che impedisce la nostra evoluzione e che sarebbe meglio concederci di trattare a seconda dei nostri bisogni e delle nostre necessità.

Non è detto che, ciò che non ci sta bene, vada “ingoiato” così com’è. Non dimentichiamoci che prima di portare il cibo alla gola abbiamo la necessità di masticarlo per rendere più adatto il suo passaggio. La stessa cosa va fatta con questo corpo estraneo fatto di cose che non ci vanno.

Impariamo a conoscerlo e ad adattarlo alla nostra deglutizione per evitare che il suo mancato passaggio ci impedisca di fare spazio a nuove esperienze da digerire e vivere.

Come superare la Difficoltà di Deglutizione ?

Il bolo isterico è strettamente legato all’ansia.

L’ansia va portata all’interno di un setting, di uno spazio clinico in grado di accoglierla e riformularla. Uno spazio sicuro in cui dare voce alle proprie paure, dopo aver lentamente percorso un pezzo di strada nel buio per incontrale.

È una strada sicuramente dolorosa, ma ne varrà la pena, perchè una volta prese e portate per mano verso la luce ciò che ci spaventa assume una forma nuova.

Un po’ come quando posiamo la sera i vestiti sulle sedie in camera e nel buio la nostra mente riesce a dargli forme spaventose! Ecco lo stesso succede in terapia con le paure, avvicinandosi ad esse, grazie all’ausilio di una relazione sicura, si riesce a portarle alla luce e a guardarle meglio.

I vestiti sulla sedia, la mattina sono semplici vestiti e non mostri che il buio aveva creato per noi. La luce ci permette di vederli per quello che sono in realtà.

Certo, fanno paura ugualmente perchè vanno sistemati, lavati, piegati…ma almeno sappiamo che sono vestiti e sappiamo cosa farci!

È, quindi, necessario iniziare un percorso psicoterapico attraverso il quale si possa guardare in faccia la paura che occlude la gola, darle parola ed evitare che la sua forza vada ad aggredire così fortemente il nostro corpo facendolo diventare bersaglio di una serie di colpi sferrati a se stessi. 

Dott.ssa Alessia Pullano
Psicologa

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