Crisi di Coppia: Quando chiedere Aiuto

Indice dei Contenuti

In questo articolo analizzeremo la crisi di coppia e quando è il momento di chiedere aiuto.

Innamoramento e Amore

Quando la relazione di coppia ha inizio, si ha la percezione che nulla mai può andare storto. Si vive nell’illusione che tu e il tuo partner potreste insieme superare ogni tempesta.

Dopo un po’ di tempo però l’idillio si rompe, il principe o la principessa diventano semplicemente le persone che sono, con pregi e difetti.

In questa fase spesso ci si pone la domanda: “ma come ho fatto a innamorarmi di lui/lei?”.

Le risposte possono essere milioni, ma le coppie che rispondono con un “nonostante tutto, ti amo” sono quelle che superano l’innamoramento e possono iniziare a vivere la fase dell’amore. 

È la fase dell’impegno reciproco, in cui siamo totalmente aperti e fiduciosi verso il partner.

Le debolezze sono state messe in gioco, perciò se non ci fosse un estremo senso di fiducia verso l’altro la relazione non riuscirebbe a crescere.

Infatti, in questa fase inizia la costruzione di progetti di vita comuni come vivere insieme, il matrimonio, la nascita di un figlio.

Giorno dopo giorno si impilano mattoncini di complicità, affetto, intimità e comprensione. Non è che questa fase sia tutta rose, cioccolatini e biglietti del cinema… anzi!

È il momento in cui la coppia si mette veramente alla prova con la quotidianità. Nonostante si siano superate delle fasi importanti, a questo punto anche le coppie che hanno costruito più saldamente, possono trovarsi a fare i conti con una crisi. 

La crisi non è un evento negativo

Una precisazione, il termine crisi etimologicamente derivante dal greco (perciò con l’accezione a noi più vicina culturalmente) significa fare una separazione, distinguere delle parti.

Ciò crea confusione e forse anche parte del pregiudizio che nella nostra cultura si è sviluppato a proposito delle possibilità che la crisi offre.

Rapportando l’idea di separazione alla crisi di coppia, non dobbiamo intendere questo momento come un allontanamento degli individui che la compongono, piuttosto è come se in una data situazione i partner sentissero la necessità di sospendere quella co-costruzione e riflettere su quali parti non sono più necessarie alla loro opera.

Tutto ciò avviene al fine di sviluppare nuovi percorsi, più adattivi alle situazioni sociali (esterne alla coppia), individuali o relative allo stare insieme.

La soluzione alla crisi di coppia non è necessariamente quella di dover cambiare partner, ma di rinegoziare la promessa per la quale ci si è uniti, dandole nuove sfumature e nuove direzioni. In questo senso, la crisi può essere intesa non solo come un’occasione di sofferenza e dispiacere ma anche come occasione di crescita e sviluppo.

Un po’ come una crisalide che deve separarsi dal suo involucro per poter diventare una stupenda farfalla, anche la coppia deve mettersi in discussione, lasciarsi ciò che non le serve più per poter riscoprire la propria bellezza.

Cosa può scatenare una crisi di coppia

Non è semplice individuare la scintilla di una crisi di coppia, esistono diversi fattori che possono incidere.

Quelli più comuni, ma non meno dolorosi, sono i fattori evolutivi.

Ad esempio, è possibile che una coppia vada in crisi quando nasce un bambino, quando muoiono i genitori di uno dei partner, quando si ha una promozione a lavoro.

Questo accade perché i membri della coppia hanno nuove funzioni da gestire e di cui prendere le misure, perciò potrebbe esserci un maggior investimento su altri aspetti a discapito della relazione di coppia.

La percezione che hanno i partner in questo caso potrebbe essere quella di una pianta che vuole crescere ma alla base ha un vaso troppo stretto: le foglie e i rami si allargano, ma le radici hanno difficoltà a farsi spazio e a dare stabilità al tronco.

Spesso in questi momenti gli individui che compongono la coppia possono sentirsi soli, incompresi, confusi, tristi e queste sensazioni se trascurate, e presenti in un contesto in cui anche la comunicazione è compromessa, potrebbero spingere verso la rottura della relazione di coppia, oltre che creare dei disagi ai figli.

Agli eventi normativi appena illustrati, possono accompagnarsi anche un tipo di eventi chiamati “paranormativi” che possono indurre la coppia verso la crisi: ad esempio la morte di un figlio, aver perso la casa in seguito ad un cataclisma, un incidente stradale invalidante.

In questi casi, le situazioni vissute sono così spiazzanti, improvvise che chiedere aiuto ad un professionista è sicuramente la scelta migliore da prendere, non tanto perché il professionista ha per loro una soluzione ma perché possa aiutare i partner a scoprire qual è la soluzione migliore per sé stessi e per la propria relazione. Una sorta di monitoraggio della riorganizzazione della coppia.

Un esempio estremo: non è raro che quando muore un figlio, uno degli eventi più traumatici per un genitore, i partner tendano a non riuscire a gestire le emozioni che scaturiscono da questo trauma e si isolino nel proprio dolore anziché trovare la forza di condividerlo.

Un evento simile implica uno shock ed un grave sgretolamento dei progetti familiari della coppia, che avrebbero bisogno di trovare uno spazio sicuro e protetto per esser recuperati, per far pace con l’impossibilità della realizzazione di alcuni sogni, e per poter ridefinire il progetto di coppia. 

Quando la crisi di coppia coinvolge amici e figli

Uno degli aspetti peggiori di una crisi di coppia trascurata sono gli effetti che ha sui figli e sulle relazioni sociali. Infatti, la crisi di coppia non resta circoscritta ai partner, ma influenza tutti i sottosistemi ad essa circostanti.

I figli di genitori in crisi ad esempio, possono sviluppare dei sintomi come ansia, iperattività o comunque dei comportamenti che attirano l’attenzione dei genitori e li portino a dover intervenire, distogliendoli ulteriormente dalla loro crisi di coppia che di fatto rischia di rimanere in una situazione di stallo ed autoalimenta i disagi dei figli.

Per questa ragione molto spesso i terapeuti che lavorano con i minori richiedono di lavorare anche con i genitori.

La coppia in crisi può avere difficoltà anche a gestire la relazione con le proprie famiglie d’origine.

Soprattutto quando le famiglie sono molto invadenti, quando i partner sono molto soggetti alle richieste emotive delle famiglie d’origine, oppure quando la famiglia d’origine è una grande assente per cui i partner cercano soddisfazioni di bisogni che la relazione di coppia non può soddisfare: in questi casi la crisi incontra particolari difficoltà a risolversi, prendendo spesso la piega di una maggior separazione tra i partner.

Anche i rapporti con i propri amici possono compromettersi: tendendo ad evitare di uscire insieme, autoescludendosi dalla possibilità di un confronto e di un aiuto che potrebbe rivelarsi fondamentale. Gli amici sono un fattore di protezione molto importante, al punto tale che in alcuni tipi di terapia di coppia vengono convocati come “esperti” per sostenere e dare nuove prospettive alla coppia.

Infatti, gli amici possono aiutare la coppia a diventare più consapevole della propria crisi e a trovare delle soluzioni per affrontarla.

Gli amici sono una ricchezza per le coppie in crisi, che viene spesso sottovalutata.

Il vantaggio del fidarsi degli amici sta nel fatto che non hanno le aspettative delle famiglie d’origine sui partner, sono legati a loro da un legame d’affetto e sono dei pari che vivono o hanno vissuto, gli stessi momenti evolutivi ma hanno probabilmente risorse diverse, che possono diventare fonte di arricchimento per i partner avviluppati sulla crisi. 

Quando chiedere aiuto

Come visto fin qui le crisi di coppia sono complesse, e un nuovo elemento a sostegno di ciò è che spesso per molto tempo la crisi agisce fuori dalla consapevolezza degli stessi partner.

La notizia positiva è che superare la crisi senza separarsi è possibile, anche nelle situazioni più conflittuali. E’ vero che un buon numero di coppie non ha bisogno di particolari sostegni per superare la crisi.

Diversi ingredienti entrano in gioco in questi casi: molto spesso, le coppie che riescono a superare le crisi sono quelle che tendenzialmente sono riuscite a preservare la relazione dalle influenze delle famiglie d’origine e a consolidare intorno a sé un confine che ne garantisce l’intimità e la fiducia.

I partner di queste coppie inoltre sanno riconoscere le proprie emozioni, hanno una buona gestione della rabbia, sanno comunicare all’altro i propri bisogni e si trovano in una relazione in cui è possibile confrontarsi anche su temi dolorosi, hanno rispetto degli spazi individuali.

Questi partner riescono con pazienza e impegno a superare la crisi perché sanno ravvivarla, trovano passioni da condividere, non hanno paura di lasciarsi alle spalle rancori e ma anche aspetti piacevoli della relazione.

Tuttavia, ci sono delle situazioni particolari in cui le risorse dei partner e della coppia non bastano. Come accennato precedentemente le coppie possono trovare più difficoltà a superare la crisi quando è innescata da situazioni particolarmente traumatiche: alcune esperienze di vita, come quelle elencate precedentemente, la morte di un figlio, incidenti gravi, potrebbero far vacillare anche Ercole.

In questi casi non basta essere assertivi, consapevoli e comunicativi. Si potrebbe rimanere così spiazzati e confusi, che per individuare cosa non sta funzionando potrebbe essere fondamentale ricorrere ad un professionista.

Altre situazioni in cui affrontare la crisi potrebbe essere difficile da gestire è quando si confondono i livelli, e lo spazio della coppia è invaso da figli o genitori, perciò non c’è possibilità di confrontarsi perché i partner si muovono in margini di libertà troppo stretti: in questo caso la terapia di coppia potrebbe aiutare non solo a superare la crisi di coppia ma anche a riscoprire un senso di agency e di libertà individuale.

Più in generale, il professionista con il suo intervento ha come obiettivo quello di aiutare i partner a comunicare, rinegoziare la promessa che la coppia si era fatta all’inizio della relazione e ritrovare quella relazione a due che si era persa.

Intraprendere questo tipo di percorso è importante sia se i partner intendono ritrovarsi per proseguire insieme la relazione, sia per una separazione matura e consapevole.

Chiedere aiuto quando si percepisce un senso di insoddisfazione nei confronti del partner, quando si percepisce di camminare su binari paralleli che non riescono ad incontrarsi, quando le litigate sono violente, cariche di rabbia ma non si riesce a frenarle non significa aver sbagliato, non poter recuperare.

Spesso la crisi di coppia è percepita dalle persone come un fallimento che porta con sé sentimenti di impotenza, bassa autostima, delusione, tristezza e rabbia.

Affidarsi ad un professionista non significa aver fallito, ma lavorare per migliorare, per superare il momento di sofferenza imparando qualcosa, dare una nuova occasione a se stessi e alla propria relazione di coppia.

Riprendendo il significato di crisi come separazione illustrato del secondo paragrafo, rivolgersi ad un professionista significa prendere in mano ciò che c’è per separarlo da ciò che alla coppia non serve più per crescere, potare i rami secchi e comprare un vaso più grande per le radici.

Guardare a questi sentimenti con coraggio non è semplice, ammettere di vivere una crisi fa paura, ma farlo ed accordarsi per iniziare a guardarsi davvero è il primo passo per poterla affrontare e superare. 

Dott.ssa Alessia Pullano
Psicologa

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