Come Combattere la Timidezza

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In questo articolo vedremo come combattere la timidezza, nel momento in cui diventa un disagio.

«Uno dei miei amici, timido al punto che abbassa lo sguardo persino di fronte a quello degli uomini, deve far ricorso a tutta la sua volontà per entrare in un caffè o passare davanti ad un botteghino del teatro, dove le maschere gli sembrano investite della maestà di Minosse…»

Charles Baudelaire

Ognuno di noi, nella propria vita ha certamente avuto modo di conoscere e comprendere che cosa significhi essere timidi, magari nella propria cerchia di conoscenze c’è un componente che risponde a questa descrizione oppure per esperienza diretta, proprio perché noi stessi ci riconosciamo come tali.

La maggior parte delle persone si è certamente sentita timida in più di una circostanza, questo è del tutto normale, ovviamente fino a che questo tratto non raggiunga all’interno del continuum della timidezza una posizione estrema e invalidante, tale da impedirci di vivere una vita realizzata e serena.

Ma andiamo ad indagare attraverso un linguaggio più specifico, cosa dice la psicologia in merito.

Che cos’è la timidezza?

La timidezza è una risposta all’ambiente attraverso tutta una serie di forme di imbarazzo che il soggetto sperimenta in presenza degli altri.

Il soggetto percepisce un vero e proprio malessere interiore e di conseguenza manifesta la tendenza a farsi da parte, ha difficoltà e reticenza nel parlare in pubblico, a prendere delle iniziative di fronte ad altre persone, sovente sperimenta un’ansia sociale durevole e invalidante.

Il timido è certo che in una data situazione non troverà mai la parola che occorrerà dire, né il gesto che si dovrà fare, né il contegno da tenere, l’unica certezza che ha è che il risultato sarà sicuramente una “gaffe”. 

Le maggiori difficoltà le sperimenta quando deve prendere un’iniziativa in una situazione sociale e quando si deve mettere in gioco nel parlare delle proprie emozioni.

Timidezza ed introversione non sono sinonimi, mentre l’introverso trova piacere nella solitudine e nella compagnia della propria dimensione interna, nella timidezza emergono vere e proprie difficoltà relazionali.

Secondo uno studio di Philip George Zimbardo, psicologo statunitense formatosi presso la Yale University, i principali timori del soggetto timido sono:

  • Quello di ritenersi ad un livello più basso rispetto a quello dell’interlocutore
  • Parlare in pubblico
  • Avere a che fare con sconosciuti
  • Far parte di un grande gruppo
  • Avere a che fare con il sesso opposto

Pregi e difetti del timido

Anche i timidi hanno dei pregi! Ma è pur vero che la componente dei difetti gioca loro un ruolo sfavorevole. Andiamo a vedere meglio. 

Indubbiamente questa sensibilità rende la persona capace di ascolto ed empatia: la tendenza a mettersi da parte ne fa un osservatore attento e il suo timore di cogliere negli interlocutori il minimo segno di tensione ne fa un buon lettore dello stato d’animo altrui.

Anche la discrezione e la disponibilità sono apprezzati pregi.

D’altro canto i soggetti caratterizzati da timidezza corrono un maggior rischio di sviluppare una psicopatologia, in particolar modo depressione e abuso di alcolici.

Emergono anche difficoltà sentimentali e professionali con una ridotta possibilità di far carriera.

Perché si è timidi?

Le cause della timidezza sembrano essere molteplici e come tutti i fenomeni multidimensionali non è certo semplice rintracciare il peso e/o la presenza di ogni componente, tuttavia alcune variabili giocano un ruolo determinante e le scienze psicologiche ci descrivono tre dimensioni nell’eziologia di questa caratteristica.

Il peso dell’ereditarietà, menzionato in alcune ricerche sembra avere delle interessanti influenze, abbiamo poi il condizionamento, inteso come modello di apprendimento sia diretto che vicario, cioè l’aver avuto durante l’infanzia uno o più modelli di riferimento che rispondevano in maniera timida all’ambiente per esempio, piuttosto che aver avuto scarse possibilità di fare pratica nelle interazioni sociali.

Infine il sistema di credenze e di percezione del controllo, una bassa autostima ed essere vittime di bullismo.

Suggerimenti per affrontare la Timidezza

Cosa possiamo fare? Il primo passo da fare in ogni circostanza è certamente quello di non giudicarsi, ma di provare ad avere uno sguardo compassionevole e realistico rispetto alle proprie risorse e debolezze.

Parlare a sé stessi con gentilezza e poi provare a fissare dei piccoli obiettivi raggiungibili. Mi raccomando, obiettivi raggiungibili! Cioè realistici e possibili!

Per esempio, se il tuo obiettivo è riuscire a fare una domanda in pubblico al tuo autore preferito durante la presentazione del suo ultimo libro, sarà necessario suddividere in sotto obiettivi la meta che hai deciso di perseguire, per esempio, partendo da sotto obiettivi come:

  1. leggere bene il libro
  2. prepararsi una domanda, da ripetere ad alta voce molte volte,
  3. partecipare alle presentazioni di libri di autori non importanti per te 
  4. ascoltare le domande del pubblico 
  5. provare a fare una domanda ecc….

Ogni qual volta raggiungerai un obiettivo sarà fondamentale gratificarsi, quindi stabilire un piccolo premio da ricevere al raggiungimento del primo piccolo grande obiettivo, poi del secondo e così via step by step.

Se non riusciamo a raggiungere un obiettivo, quindi se ci blocchiamo durante il percorso, non c’è problema! Sarà ancora più importante non giudicarsi, come indicato in prima battuta, e invitarsi a riprovare.

Ricordi quando hai imparato a camminare? Sicuramente no, ma avrai certamente visto quanti tentativi fa un bambino prima di imparare a stare esattamente in piedi, ecco, questo è il percorso di ogni apprendimento.

Tentativi, apprendimenti per prove ed errori.

Se tu da piccino ti fossi scoraggiato alla prima caduta oggi non saresti qui, quindi dovrai riconoscere che questo spirito combattivo e determinato al raggiungimento di uno scopo, lo hai!

Lo abbiamo tutti! Ed è così ogni percorso, mai semplice, mai lineare. Ma ogni tentativo è un successo, un passo in più verso la nostra meta.

Possiamo coinvolgere in questo “gioco – percorso”, una persona cara, una persona vicina di cui ci fidiamo e che sappiamo potrà sostenerci ed incoraggiarci.

Se siamo timidi o se conosciamo qualcuno che a causa della timidezza vive delle forti limitazioni nella propria realizzazione ed espressione, invitiamolo sempre a rivolgersi ad un professionista.

Sono numerose le tecniche che attraverso anche una modalità giocosa, come per esempio il role playing, solo per citarne una, possiamo attivamente andare ad incrementare le risorse necessarie per imparare ad essere assertivi.

Un piccolo trucco per esempio prima di parlare in pubblico potrebbe essere lavorare sul proprio respiro, imparando ad abbassare il livello di attivazione per raggiungere una tranquillità che certamente non senza sforzo potrà fare la differenza.

 Ricapitolando… ecco il percorso da seguire!

Abbiamo visto nel paragrafo dedicato alle cause della timidezza, che tra le varie possibilità c’è certamente una storia di esperienze ed apprendimenti che hanno consolidato quel tipo di risposta all’ambiente, sì è stato un apprendimento, un allenamento inconsapevole ma costante (come nell’imparare a camminare, a scrivere, ecc.,) a funzionare in quel modo, nella modalità timida.

Questo vuol dire che allo stesso modo noi possiamo apprendere nuove abilità e abituarci a dare risposte totalmente nuove nei processi relazionali, attraverso la pratica e l’allenamento, come accade nella pratica di qualsiasi altra abilità.

 Se desideri davvero superare questa dimensione spesso invalidante, prova a metterti in gioco e segui attraverso questo decalogo i suggerimenti per provare a combattere la timidezza:

  1. Impara a non giudicarti, adotta un atteggiamento compassionevole verso te stesso. Di solito i timidi hanno una bassa autostima, quindi sono molto giudicanti verso sé stessi e hanno uno standard di pretesa da sé stessi elevato, ma hanno una maggiore tolleranza e gentilezza verso gli altri. Prova ad essere gentile anche con te!
  2. Inizia più spesso le frasi con il pronome “IO”. 
  3. Prendi un foglio di carta e sforzati ogni giorno di trovare delle caratteristiche positive che ti riguardano.
  4. Assertività! Un buon training su come essere assertivi sarebbe utilissimo, prova a leggere un buon libro a riguardo.
  5. Poniti degli obiettivi piccoli e realistici! Ad esempio provare a scambiare due parole con l’edicolante di fiducia.
  6. Scegli il tuo obiettivo, prendi un foglio di carta, scrivilo e riducili in numerosi piccoli sotto obiettivi, come nell’esempio sopra. Se decido di voler conoscere una ragazza che mi piace, inizierò da un sotto obiettivo piccolo e molto distante, fino ad arrivare step by step alla meta.
  7. Gratificati per ogni obiettivo raggiunto! Gratificati per ogni tentativo anche se non portato a termine! E continua, non mollare!
  8. Pensa che le persone non ti stanno guardando, ripetilo dentro di te. 
  9. Affronta alcune situazioni sociali che ti creano disagio, magari insieme ad una persona di fiducia.
  10. Respira! Quando ti senti agitato, respira, controlla il tuo corpo, abbassa la tua soglia di attivazione, ogni volta sarai sempre più pronto e tranquillo. E poi, diciamoci la verità, stare nelle proprie emozioni, anche se spiacevoli, senza fuggire, è un grande allenamento per la vita!

Quando la timidezza diventa particolarmente invalidante nella vita di tutti i giorni, quando non ci consente, di progredire nel nostro lavoro, di socializzare, di frequentare le persone che desidereremmo conoscere, quando ci fa soffrire, e addirittura ci induce a praticare condotte pericolose o non salutari, come abuso di alcol o qualsiasi altra sostanza che può creare dipendenza, è davvero molto importante chiedere aiuto e rivolgersi ad un professionista.

Tutti i passaggi elencati sopra possono essere sperimentati con una buna dose di volontà, ma ci teniamo a ricordare che per ognuno o uno solo di essi, o se ritieni non siano sufficienti, il sostegno di un professionista può aumentare le possibilità di giungere realmente alla agognata crescita personale.

Stop alla timidezza e…

Buon lavoro!

Dott.ssa Alessia Pullano
Psicologa

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