Adolescenza: Transizione e Cambiamenti

Indice dei Contenuti

L’adolescenza è la fase della vita che è maggiormente caratterizzata dal cambiamento.

È il periodo di transizione per eccellenza, perché potrebbe essere paragonata ad un ponte tra l’infanzia e la giovinezza/età adulta, di durata indefinita perché peculiare di ogni individuo.

Durante questo momento della vita si trasformano una serie di coordinate individuali: vi è uno sviluppo somatico, neuroendocrino, ciò che porta il ragazzo a dover riconsiderare quasi completamente l’assetto psicologico, attuando una ristrutturazione degli aspetti psichici, dinamici e cognitivi.

L’adolescente, in pochissimo tempo, si sveglia e si trova davanti lo specchio con una nuova fisicità, con nuove capacità mentali da spendere senza saper bene come.

Se dovessimo fare un esempio concreto, potremmo immaginare l’adolescente come un automobilista abituato a guidare un gokart, che improvvisamente si ritrova alla guida di un’auto da corsa: aumentano le possibilità, può correre più veloce, ma ancora non sa bene come farlo, o quali sono tutte le funzioni della nuova vettura.

In questa fase l’individuo è alla ricerca di nuovi equilibri, tra sé stesso e la famiglia, tra autonomia e dipendenza, tra desideri personali e aspettative sociali.

Non è un periodo privo di rischi, le perturbazioni di questa fase possono trasformarsi in patologie, ed il piano maggiormente implicato è quello psico-sociale. 

Di seguito cercheremo di individuare quali sono i cambiamenti e le sfide che l’adolescente si trova a dover gestire e come questi si influenzano vicendevolmente con lo sviluppo di diversi aspetti psicologici.

Aspetti Biologici e Sessualità

Non è chiaro se sia il cambiamento fisico a portare in pubertà oppure se questo sia condizionato dallo sviluppo di nuove capacità mentali, ciò che è certo è che i cambiamenti fisici tipici dell’adolescenza sono per i ragazzi e le ragazze una fonte di stress e preoccupazione.

Il motivo principale è dato dalla combinazione di questi cambiamenti con l’acquisizione della capacità di confrontarsi con gli altri su livelli di astrazione.

Ciò che più i preoccupa sono i tempi, molto disagio dipende se sviluppato una pubertà precoce o tardiva.

I ragazzi non sanno che i tempi di questa fase possono essere connessi a diversi fattori soprattutto genetici o legati all’alimentazione: riescono solo a percepire l’essere diversi dagli altri, perciò si sperimentano sentimenti di imbarazzo, insicurezza, goffaggine che incidono negativamente sull’immagine di sé e sull’autostima.

Mutazioni tipiche dell’Adolescenza

L’insorgenza dei caratteri sessuali secondari principalmente e l’incremento dello sviluppo di ormoni sessuali.

Nello specifico: i ragazzi cambiano il tono della voce, sperimentano le prime erezioni e si vedono crescere i peli pubici, del viso e nel corpo in generale; le ragazze avranno a che fare con la crescita dei peli pubici e ascellari e la comparsa del menarca.

Sono dei grandi cambiamenti che avvengono in tempi molto rapidi e sui quali difficilmente gli adolescenti riescono a chiedere spiegazione agli adulti.

Questi cambiamenti da un punto di vista psicologico, vengono affrontati diversamente da maschi e femmine. I ragazzi ne hanno una consapevolezza più scarsa e sono più soggetti al giudizio in base al confronto con i pari e all’esperienza fisica di movimenti, sforzi, energia e prove di forza.

Le ragazze hanno precisamente idea di quando è arrivata la loro pubertà (comparsa del ciclo mestruale) e questo evento è spesso oggetto di conversazione con le amiche o con le mamme.

Le ragazze apprendono le caratteristiche del nuovo corpo allo specchio, non solo della propria stanza ma anche dagli sguardi esterni che rimandano loro informazioni riguardo l’esser piacenti.

Ovviamente questa è un’arma a doppio taglio, perché le critiche possono in questa fase incidere negativamente sull’autostima e sul successo relazionale delle ragazze.

Lo sviluppo di queste caratteristiche biologiche e l’aumento della produzione di ormoni sessuali, predispone gli adolescenti ad un interesse delle questioni sessuali.

I maschi solitamente cercano di fare da sé, nel senso che cercano delle informazioni sul sesso in autonomia, non solo perché hanno difficoltà nei confronti dei pari ad ammettere la propria ignoranza, ma anche perché desiderano affermare la loro capacità di autoaffermazione.

Le prime esperienze sessuali non sono del tutto prive di affettività, ma per i maschi in particolare vengono ricercate per potersi riconoscere capaci sessualmente e affrontare paure e desideri erotici, perciò rispetto alle ragazze i ragazzi tendono a voler anticipare l’esperienza sessuale a quella relazionale e di coppia.

Abbiamo visto come gli aspetti cognitivi e psicologici siano fortemente connessi alle sensazioni di questa fase, perciò è bene approfondirli nel prossimi paragrafi!

Aspetti Cognitivi

Come anticipato non è chiaro se è nata prima la pubertà biologica o cognitiva, sono due processi paralleli.

Ciò che accade da questo punto di vista è che l’adolescente sviluppa il pensiero astratto. Questo gli consente di incamerare ed elaborare le informazioni circa l’ambiente circostante in modo nuovo, consentendo lo sviluppo della creatività e del pensiero critico.

Ciò gli consente di fare nuove riflessioni, più complesse, anche sulle relazioni e sui problemi che da queste possono scaturire.

Ciò avviene perché apprende il processo ipotetico-deduttivo che gli consente di valutare le conseguenze delle azioni, distinguere il reale dall’ideale, risolvere una serie di problemi che fino all’età infantile non riusciva a comprendere.

Questa capacità però non sorge già bella e fatta, ma viene elaborata e affinata durante tutto il periodo adolescenziale: questo spiega perché a volte gli adolescenti un giorno ci sembrano più adulti di molti adulti e un giorno più piccoli di un bambino di 8 anni.

Riprendendo l’esempio del gokart e dell’auto da corsa, l’adolescente ha bisogno in questo periodo di sperimentare le nuove caratteristiche e di prendere le misure, rischiando di eccedere nei due estremi. Questo introduce all’ambito relativo agli aspetti psicologici, che approfondiremo nel prossimo paragrafo.

Aspetti psicologici

Gli adolescenti sembrano non avere senso della misura, ma questo è del tutto in linea con i cambiamenti che finora abbiamo descritto e risulta ancora più chiaro relativamente al compito di sviluppo psicologico che sono chiamati a compiere in questa fase.

In questo periodo, l’adolescente deve affrontare il processo di formazione della propria identità personale, processo che inizia fin dalla nascita ma che durante questa età diventa una questione predominante.

Tenendo considerazione del proprio carattere e di ciò che sa su sé stesso finora, l’adolescente deve sviluppare quegli elementi che gli consentono di differenziare sé dall’altro, formando così la sua identità: unica e individuale.

Per poter compiere questo processo l’adolescente ha bisogno di prendere delle distanze dalle relazioni e dagli oggetti che durante l’infanzia erano per lui importanti: perciò si distanzia dalla famiglia e dai giochi che amava.

Questo processo ha influenza su tutto il contesto sociale e familiare, provoca disagio anche ai genitori che si ritrovano improvvisamente a dover accettare i nuovi bisogni, a volte percepiti come bizzarri, rinegoziare regole e confini familiari.

Non è raro sentire genitori di ragazzi lamentarsi perché il figlio non vuole più avere in camera i suoi giochi, oppure vuole decidere lui quali vestiti comprare, a che ora rincasare, quali amici frequentare.

Tutto questo è normale, per diverse ragioni. Innanzitutto, l’adolescente sente le relazioni familiari come limitanti, e sente il bisogno di ampliarle, cercare pari e adulti che stanno al di fuori di ciò che lui già conosce, ma questo tema lo affronteremo nel prossimo paragrafo.

In secondo luogo, lui stesso sta riconsiderando se stesso ed ha difficoltà a comprendersi, perciò le spiegazioni che la famiglia desidera da lui sono terribilmente spaventose, perché a volte nemmeno lui saprebbe dargli significato.

Anche a livello biologico, gli sbalzi ormonali possono causare stati socio-emotivi depressivi, aggressivi, iperattivi o apatici, cambiamenti d’umore repentini.

Aspetti sociali

Come accennato lo sviluppo della pro-socialità è tipico dell’adolescenza e nasce dal bisogno di ampliare i propri orizzonti e affermarsi con la propria individualità all’interno di contesti sociali diversi da quello familiare.

L’adolescente diventa consapevole che i propri genitori non sono onnipotenti, ciò implica una certa sofferenza nei ragazzi che devono gestire questa fase di crescita in “solitudine” ma che li apre alla possibilità di entrare in relazione con il mondo.

Ciò avviene in due fasi, la prima in cui si cercano adulti di riferimento altri dai propri genitori, che possano guidarli verso la società: solitamente sono educatori, allenatori, insegnanti oppure potrebbero essere adulti che si vede spesso attivi nel quartiere.

E’ importante che i genitori monitorino chi sono questi adulti, perché il rischio è che un modello negativo possa incidere negativamente sullo sviluppo del ragazzo.

Il processo di socializzazione influenza il processo di ricerca dell’identità che abbiamo visto nel precedente paragrafo perché permette ai ragazzi e alle ragazze di confrontarsi con dei ruoli sociali preparatori: ad esempio diventare rappresentante di classe, referente in associazioni di volontariato, il ruolo che si può ricoprire in un lavoretto estivo.

Queste esperienze faranno sperimentare ai ragazzi ed alle ragazze gradualmente il senso di responsabilità e i compiti che può avere un adulto nelle attività relative alla comunità, ed ispirarli per la realizzazione del proprio progetto di vita!

Progetti di vita e sogni

L’adolescenza, grazie anche allo sviluppo del pensiero astratto e ipotetico-deduttivo, è l’età in cui l’individuo inizia a pianificare il proprio futuro.

In questo periodo si acquisiscono due strumenti fondamentali: 

  • la dimensione temporale cioè la percezione del passato, presente e futuro;
  • la formazione di desideri e sogni da concretizzare per definire qual è il posto che si vuole occupare nel mondo, grazie al rapporto con la società e i pari.

In realtà già da bambini le fantasie sul futuro sono ricorrenti, ma in questa fase hanno il potere di orientare e motivare lo sviluppo dell’identità personale.

Nonostante oggi l’orientamento al futuro sia fortemente compromesso per tante fasce della popolazione, ed anche i giovani adolescenti non sembrano dimostrare di avere una percezione di “progetti per la vita” ma di “progetti per oggi”, i desideri e le fantasie sul futuro continuano a rivestire un ruolo importante perché avere la possibilità di sviluppare un piano che includa le loro caratteristiche, la loro identità nel mondo è fondamentale per la loro crescita.

Il presupposto principale affinché i loro progetti possano essere strumenti d’orientamento è che il loro progetto e il loro sogno si differenzi da quello che genitori ed insegnanti possono avere per loro.

Questo processo di differenziazione dona all’individuo la possibilità di realizzarsi autonomamente, di individuare gli strumenti che possiede e i percorsi necessari allo sviluppo delle proprie risorse, mettendoli a confronto non solo con il senso di libertà ma anche con gli aspetti che possono ostacolare la realizzazione del progetto.

Il primo intralcio che potrebbero incontrare è relativo alla scarsa conoscenza del contesto e del territorio.

In questo caso, i ragazzi sperimenteranno l’importanza di saper chiedere aiuto a adulti e genitori, per poter realizzare il proprio sogno.

Questa esperienza, vissuta in piccolo nella fase adolescenziale, permetterà agli individui di diventare adulti capaci di gestire gli ostacoli della vita, di riconoscere le proprie capacità, saper chiedere aiuto e riconoscere quando è il momento di farlo senza sacrificare la propria autonomia.

Fattori di protezione e fattori di rischio

Nell’introduzione abbiamo fatto un riferimento a quanto questa fase sia delicata per lo sviluppo di patologie psico-sociali.

Le più diffuse sono legate alle psicopatologie dell’alimentazione (anoressia, bulimia, binge-eating) ed all’uso e abuso di sostanze stupefacenti.

Senza entrare approfonditamente nel merito di questi disturbi, consideriamo che il voler sperimentare il confine tra sicurezza e rischio è un atteggiamento tipico di questa età.

Entro certi limiti, questo comportamento è funzionale per poter consolidare l’identità e comprendere fino a che punto è possibile assumersi delle responsabilità sui azzardi che si corrono, però tutto ciò può avere purtroppo dei risvolti drammatici.

Oltre tutto, con l’avvento di Internet e dei social network, i problemi aumentano: i ragazzi sono più soggetti al bullismo declinato in una nuova forma di cyber-bullismo e le famose challenge, diventate tanto di moda, spingono gli adolescenti sul confine vita-morte suscitando molta preoccupazione nei genitori e insegnanti.

Esistono però degli adolescenti che sono più a rischio di altri, ed è a questi che educatori, insegnanti e genitori dovrebbero prestare maggiore attenzione perché basta rinforzare alcuni dei fattori di protezione per proteggerli dalla possibilità di sviluppare delle patologie. Vediamo di seguito i maggiori fattori di rischio e di protezione:

Quali sono i maggiori fattori di rischio?

  • Individuali: difficoltà a gestire le proprie emozioni, difficoltà relazionali
  • Familiari: situazioni conflittuali, genitori non disponibili emotivamente
  • Scolastici: insuccesso, percezione di non esser supportati dagli insegnanti, drop out
  • Comunitari: frequentazione di compagnie devianti, disponibilità di sostanze stupefacenti, povertà economica e culturale.

Quali sono i maggiori fattori di protezione?

  • Individuali: avere autoefficacia emotiva e buone competenze sociali e cognitive. 
  • Familiari: stile genitoriale autorevole e presenza di modelli positivi.
  • Scolastici: soddisfazione, buone relazioni con insegnanti e compagni, presenza di regole chiare e di modelli positivi.
  • Comunitari: possibilità di frequentare luoghi di aggregazione giovanile che promuovono cultura, sport e rispetto delle regole sociali, appartenenza ad un gruppo dei pari.

In conclusione, la fase adolescenziale è quella più faticosa per tutti, caratterizzata da dubbi, incertezze, desiderio di essere grande o di tornare piccolo.

E’ la fase della vita in cui si cerca affannosamente qualcuno in cui identificarsi affinché si possa finalmente prendere degli impegni per la vita, correndo il rischio di sbagliare e inciampare, sentendosi soli oppure diversi.

E’ il momento in cui tutto sembra uguale a prima, ma in realtà è tutto diverso, è l’età delle prime volte, delle comitive di amici, della libertà vigilata. E’ un tempo che può sembrare vuoto, ma è pieno. E’ un tempo di cambiamento, che è compito degli adulti proteggere.

Dott.ssa Alessia Pullano
Psicologa

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